Nik, che si rivolterà

Ribadisco: cambiate il nome alla Coppa Davis di oggi. Qualche consiglio: Davis Fast, Davis Slim, Turbo Davis, Davis Look Alike, Once Upon a Davis, Davis Cheat, Davis Fake. Cambiatele il nome, e non solo perché Dwight Filley Davis ogni volta si rivolta nella tomba. Cambiategli nome perchè intere generazioni di tennisti e addetti al lavoro tennistico si rivoltano nelle rispettive tombe dal 2019, quando la formula fané e invasiva è stata cambiata con questa merda attuale (una delle motivazioni fu: non la vuole più giocare nessuno. Ah, certo, quest’anno l’hanno giocata tutti quelli forti, oh sì, pullulava). Alla lista dei rivoltamenti nelle tombe del tennis si aggiungerà a funerali celebrati anche il nome di Nicola Pietrangeli, tennista eccelso ed egotico brontolone supremo, uno che in Davis – quella vera – ci ha giocato più di 160 match e che da capitano non giocatore ne ha vita una, in quella che resta un’impresa leggendaria nello sport italiano – e ci vorrebbero 10 o 20 Davis Slim consecutive per eguagliarla, ammesso che la gente capisca o gliene freghi qualcosa, intorpidita dai tunz-e-tunz-e-tunz e dai coriandoli.

E’ il secondo pezzo della Davis 1976 che se ne va dopo Mario Berardinelli, altro personaggio dal carattere impossibile, direttore tecnico federale e scopritore di talenti a cominciare da Panatta, eminenza grigia di quel movimento fantastico degli anni ’70 che fece quattro finali di Davis in cinque anni, la Davis vera, che non era un torneino di un pomeriggio, tzè, ma ogni volta era una battaglia, anzi no, una guerra, una romantica sequela di scorrettezze e sgambetti, tatticismi e colpi bassi, un’anacronistica e affascinante tre giorni di partite ai cinque set ai quattro angoli del mondo, che roba meravigliosa. Cambiategli nome a ‘sto torneino liofilizzato odierno. Davis Act, tipo.

Pietrangeli e Berardinelli per il nostro tennis di allora erano una specie di Coppi e Bartali, intesi come personalità forti ma anche come borracce scambiate. Quando nel ’76, trasferta in Inghilterra, i padroni di casa decisero di farci giocare sull’erba – che meraviglia questa cosa della scelta delle città e delle superfici -, ci fu da scegliere il secondo singolarista: la nomina cadde non sul titolarissimo Barazzutti ma sul quarto uomo Zugarelli, molto più indietro in classifica ma più dotato sul veloce. Zugarelli sul campo 1 di Wimbledon vinse entrambi i singolari. Non si è mai capito di chi fosse stata la pensata: pare che la proposta venne da Belardinelli, ma Pietrangeli no, disse che era tutta farina del suo sacco. Ci sta, dati i personaggi. Teniamoci il dubbio.

La storia meravigliosa di quel decennio di vera Davis è tutta della docu-serie Una Squadra di Domenico Procacci (poi diventata film e ora anche libro), una delle cose più divertenti viste in tv negli ultimi 5 anni e di cui consiglio vivamente la visione. Si capisce bene cos’era la Davis (non ‘sta sbobba istantanea attuale) e si capisce bene anche cos’era Pietrangeli, che alla fine ne esce come uno di quegli zii oggettivamente un po’ insopportabili ma ai quali altrettanto oggettivamente non puoi non volere bene. Pietrangeli rivendicava una carriera superiore a quella di qualsiasi altro tennista italiano a cominciare da Panatta, primo italiano (e unico fino al 2024) a vincere uno Slam in era Open nel ’76 subito dopo il trionfo al Foro Italico. Pietrangeli diceva: io di Roland Garros ne ho vinti due (e anche dagli Internazionali d’Italia ne ho vinti due, tiè!). Il che era vero, ma i suoi due Slam (e i due Roma) erano dell’era pre-Open e quel tennis era diviso tra professionisti e non professionisti e i migliori erano un po’ di qui e un po’ di là. Non era la stessa cosa, Nik, per niente. Ma aspettare che lui lo ammettesse era inutile. Impossibile.

E’ stato Sinner a mettere fine questa manfrina. Quando ha conquistato il suo terzo Slam, anche Nicola si è messo il cuore in pace – non aveva più pezze d’appoggio ed esalò un “prima o poi i primati vengono abbattuti”. Il mio primo ricordo di tennis è datato 27 settembre 1970, e lui c’era. Finale del campionato italiano (che bei tempi) a Bologna, lungo servizio la sera alla Domenica Sportiva: il ventenne Adriano Panatta batte al quinto set il 37enne Nicola Pietrangeli nel più classico dei passaggi generazionali tra due grandi leader. Sei anni dopo vinceranno, insieme, la Coppa Davis.

Insomma: comunque sia, un personaggione. Di quelli che in vita gli intitolano il campo più bello di Roma. Di quelli che al passo d’addio già ti mancano un po’. Perchè sono stati interpreti di stili che oggi sembrano terribilmente fuori moda, quasi al rallentatore. Ma i gesti bianchi di cui parlava Gianni Clerici sono di questa gente qui. Che la terra rossa ti sia lieve, Nik.

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60 risposte a Nik, che si rivolterà

  1. TOTO scrive:

    Buongiorno.

    R.I.P.

  2. TOTO scrive:

    Tutto vero.

    Mi piace Davis Slim!
    Termine adeguato ai tempi!

  3. TOTO scrive:

    Ogni tanto un post sulle palline gialle, che, all’epoca, erano rigorosamente…..bianche!

    Ed in confezione da tre.
    Così, appena ne perdevi una, in qualche sterpaglia che circondava i campi ti yoccava comprare un altro tubo.
    Unica eccezione, le Tretorn, non pressurizzate, ed in confezione di cartone da 4.

    E, poi, uscirono quelle con la faccia di Panatta stampata sopra.
    Durarono poco, veramente ignobile, come operazione di marketing.

    Ah, ricordi di un giovane tennista amatoriale……di 50 anni fa! 😉

  4. GuS scrive:

    La docuserie è godibilissima, confermo.
    Meraviglioso l’aneddoto di Panatta che convince il preoccupatissimo Bertolucci a giocare la finale in maglia rossa come segno di protesta contro il regime. Tanto in tv c’era ancora il bianco e nero 😂
    Sono del 70, per cui quella Davis è un ricordo che si perde nel mito (ne ereditai le polemiche politiche in compenso) e Pietrangeli l’ho sempre vissuto come un rosicone infastidito dall’emergere di qualcuno potenzialmente più grande di lui. Riposi in pace, insieme a quel tennis e a quell’epoca. Oggi la Davis è un’altra roba, e tutti, da Alcaraz a Sinner, a Zverev…si sono espressi per un parziale ritorno al passato (almeno ogni due anni e con le trasferte).
    Ma Pietrangeli si metta l’anima in pace, ovunque sia, vincere tre pseudodavis di fila è un’impresa che resterà nella storia di questo sport, suo malgrado 😉.

  5. Giorgio scrive:

    Caro Gus, in un secondo hai fatto diventare anche me un rosicone, con quell’accenno al tuo anno di nascita… 😖
    R.I.P., Pietrangeli, anche se la definizione di “vecchio rosicone” mi vede concorde.
    Io, da vecchio appassionato che non segue molto i “moderni”, non potevo vedere Connors e tifavo per i miei vecchi idoli Vilas e Gerulaitis, o – in tempi un po’ più attuali – McEnroe e Lendl. In casa nostra Camporese e Cristianino Caratti, che fece l’impresa di battere proprio un Lendl ormai in discesa.
    Wilander non mi entusiasmava, Borg neppure, Becker men che meno.
    In campo femminile stravedevo per M. Navratilova e il sorriso di G. Sabatini.
    Aspetto un commento certamente più profondo di Scettico.

    • GuS scrive:

      Citerei il match epico tra Paolo Canè (giocatore talentuoso, nevrotico e antipatico come pochi) e Wilander del 1990.
      Ah la Sabatini, il sorriso e tutto il resto ehm…
      Comunque io frequento assiduamente questo posto perché è uno degli ultimi rimasti in cui possa sentirmi tra i più giovani..😆

  6. Er Pomata scrive:

    Grandissimo pezzo!
    Condivido la necessità di una nuova definizione per la fu Coppa Davis, che io definisco la Davis Bonsai.
    Per questo mio schifare il nuovo Flash Mob (che sta alla storia del tennis come il Trofeo Birra Moretti con le partite di 45 minuti a quella del calcio) mi sono preso dei nomi e parecchie critiche sui social.
    Anch’io sono un boomer brontolone come Pietrangeli, ma sono cresciuto (da tennista scarsissimo, tanto che un amico mi definiva non un N.C. ma un C.N. – Completamemte Negato) sciroppandomi interi week end con mio zio attaccati alla tv dal venerdì alle ore 14.00 con Barazzutti pallettaro fino alla domenica all’ora necessaria, guardandomi i doppi contro Newcombe e Roche (che faceva smorfie assurde prima di ogni servizio), i singolari contro John Alexander, le sfide contro l’Ungheria di Balasz Taroczy, l’erba inglese con Tonino Zugarelli, i fratelli Llloyd, la sfida di Brighton, la sconfitta di Maceyo in Brasile, la nottata con gli amici a vedere la diretta dall’Australia con Ocleppo e Claudio Panatta, il mitico lunedì in cui Paolo Neuro Canè finì Mats Wilander a Cagliari e la finale al Forum in cui Andrea Gaudenzi immolò il tendine della spalla alla causa azzurra e i doppi di Diego Nargiso.
    In particolare mi risulta insopportabile che si possa vincere una Bonsai-Davis aggiudicandosi 4 set di singolare senza che il doppio scenda mai in campo.
    Ricordo quando al sabato pomeriggio (dopo i due singolari del venerdì) si scendeva in campo in giacca blu e pantaloncini corti per la presentazione delle squadre con gli inni nazionali.
    Dio salvi il Doppio…che senza Doppio non sarà mai Coppa Davis.

    • GuS scrive:

      Disciplina sottovalutata il doppio. Ho avuto la fortuna di godermi da vicino qualche match alle Finals di Torino. Assolutamente impressionante la reattività ed il controllo sotto rete di fronte ad assolute fucilate…

  7. mare scrive:

    Il fatto che l’Inter fa mediamente un calcio dominante e spettacolare e’ certififcato dal racconto dei media e dei tifosi sulla partita di ieri
    Riassumo il concetto di media e tifosi,Inter ieri di buono solo il risultato…

    Invece ieri l’Inter non haa fatto il solo partitone, vero, ma ha fatto una discreta(buona,considerando la stanchezza fisica e mentale delle 2 precedenti…) testimoniata dai fatti:
    14 tiri di cui 7 in porta vs 7(1porta)
    62% possesso vs 38
    6 corner a 4
    Di fatto 1 sola palla gol.concessa alla squadra di casa in gran forma che non perdeva da 6 turni!

    Metti la stessa identica partita con Milan o Juve al posto dell’Inter e si starebbe parlando di una partita fantastica, stra dominata etc…

    Batto sempre li…questi anni abbiamo giocato talmente bene che è arrivata una percezione sbagliata

    • Giorgio scrive:

      Analisi molto corretta.
      Come ho già scritto più di una volta, ci siamo dimenticati troppo in fretta di quando, pochi anni fa, galleggiavamo tra la media e alta classifica senza combinare alcunché.
      Pensa a cosa possono dire i tifosi dell’Ajax, che dagli anni ’70 son sempre stati abituati bene…

      • Geppetto57⭐⭐ scrive:

        Beh. Anche quelli del Liverpool mi sembra stiano già rumoreggiando in Premier.
        Poi verranno a giocare a Milano e ….

  8. Interista Leninista scrive:

    Ciao Settore, bellissimo post!
    Non che gli altri non lo siano, beninteso, ma quando scrivi così meravigliosamente intrecciando il commento tecnico, l’ironia leggera della prosa e la nostalgica tenerezza del ricordo, sei imbattibile. E mi ricordi un grandissimo: Beppe Viola.
    Chapeau, abrazo, forza Inter, rubemerda e mi raccomando: aspetto un post sui 70 di Spillo!

  9. JAD scrive:

    Mi butto anch’io a fare il commento da tuttologo della mutua
    Pietrangeli era un rosicone ed ha praticato uno sport che era per pochi.
    Sicuramente per la sua epoca era forte ma quel tennis non vale quello di oggi, di Sinner . Oggi il tennis si gioca in tutto il mondo.
    Per me
    1) Borg, il giocatore che ha reso questo sport popolare e seguito da tutti. Fortissimo,nei primi tre di sempre.
    2) Pete Sampras. Il più forte mai visto.
    3) Nadal, il più vincente.
    Italiani
    Pietrangeli, mai visto giocare.
    Panatta, tanta classe mischiata ad indolenza. Poteva vincere di più.
    Sinner campione. Grande volontà nel migliorarsi.

    • GuS scrive:

      Difficile…non riesco a tenere fuori il giocatore più bello da vedere, Roger Federer. E John McEnroe, talento cristallino. E Agassi, il giocatore che ha traghettato il tennis verso la modernità.
      Tra gli italiani mi piace citare Fognini. Al netto della testa di cazzo, tennis puro.

      • JAD scrive:

        Si certo, sicuramente fai torto a qualcuno.
        Io ,per dirti, ero tifoso di Agassi. Ero stato colpito dal suo look, ma soprattutto dal suo anticipo sempre con i piedi sulla riga.
        Riflessi da marziano (nel suo libro lo chiarisce… bel libro tralaltro).
        Però Sampras era troppo forte. Serve/volley, dritto, rovescio ad una mano, servizio più forte di sempre, tocco, fondo campo, testa.
        Un Fereder più forte a mio parere perché più vincente (lo svizzero era tutto ma non un vincente. ).
        Comunque commento che vale quel che vale. Poco.

        • GuS scrive:

          Sampras è stato un grandissimo. Fuor di dubbio.
          Il libro di Agassi è uno dei migliori del suo genere. A cuore aperto e impietoso nel descrivere il modo in cui è stato tirato sù…

        • alberto scrive:

          in effetti, con 20 slam vinti, federer non può che essere definito un perdente

      • Deki scrive:

        Mi sembra di non aver letto il nome di Djokovic

  10. Jamesscott scrive:

    Vedo tennis da oltre cinquanta anni.
    Super tifoso di Connors , che pure era insopportabile e dotato di un diritto appena sufficiente e di un servizio ridicolo, – ma con una grinta che se l’inter ne avesse la metà vincerebbe tutte le partite- : Jimbo come ricordava la bellissima biografia “Jimmy Connors ha salvato la mia vita” scritta da un giornalista americano, è il vero inventore del tennis moderno come sport. Molto più riconosciuto e amato in patria che in Europa.
    E poi Borg, super Mac e via via tutti fino al divino Roger e alla combo Sincaraz.

    Pietrangeli fa parte della generazione precedente, quella che considerava il tennis un gioco non uno sport.
    Si allenava poco, faceva la bella vita eppure giocava con l’eleganza di quei gesti bianchi tanto decantati da Gianni Clerici. Giocavano senza problemi fino a 38 -40 anni perchè in realtà la parte atletica era meno importante della pulizia estetica e del gesto tecnico. Me lo ricordo anche io nella famosa partita del 1970 agli internazionali di Italia. naturalmente tifavo Panatta, giovane, bello e sicuramente più simpatico.

    Con lui se ne va una certa idea di tennis, romantica e non più proponibile.
    Rimangono ancora il più grande tutti Rod e l’altro enorme giocatore, Rosewall, e poi sarà veramente finita un’epoca.
    In ogni caso adesso riposati Nic e prendi un the insieme alla tua amica Lea. Anche lì credo ti divertirai

  11. Epic scrive:

    Federer non un vincente? Ma mi faccia il piacere.

    • alberto scrive:

      ha vinto per caso 20 slam

    • JAD scrive:

      Guarda che non scrivo cose a caso.
      Sulle personali classifiche di chi è stato il più grande si possono avere tante opinioni…per es. quando scrivo che il serbo non sta nei cinque di sempre scrivo una personale opinione che chiunque può smentire senza che io possa dire “A”.
      Ma che Federer abbia avuto un solo limite nel suo gioco fantastico e che questo limite sia stata la testa da “non vincente” è cosa nota a chi segue il tennis. Non è un caso se con le sue doti ed il suo gioco da marziano è comunque sotto negli scontri diretti sia con Nadal sia con Djokovic.
      Loro si ,sono stati due giocatori vincenti. Gli sviti la testa e gli avviti quella di Federer e avrebbero vinto FORSE la metà dei trofei.

  12. Militus scrive:

    Credo sia inutile cimentarsi in queste classifiche, poiché diventa inevitabile scendere nelle opinioni e nelle simpatie personali. Sarebbe come cercare di mettere in una classifica calcistica Pelè, Diego Maradona, Johan Cruijff o altri del passato, campioni diversi per caratteristiche tecniche, stile di gioco e decenni nei quali ci hanno deliziato con le loro giocate. Nel tennis poi, paragonare alcuni assi vissuti in epoche diverse mi pare davvero impossibile, anche per la diversità delle superfici di gioco e delle attrezzature tecniche utilizzate. Lo stesso Roger Federer, la cui classe tennistica e il cui stile credo siano indiscutibili, ha cinque anni più di Nadal e sei più di Djokovic. Con la velocità di evoluzione del tennis attuale credo siano quasi un’altra epoca.

  13. Deki scrive:

    Sbaglio o il nuovo format del blog, infestato di banner pubblicitari, ha un pò rarefatto i commenti?

  14. Max Magnus scrive:

    La generazione di Pietrangeli (R.I.P) ha fatto la storia del nostro tennis, anche se il “rosicone” (cit.) non mi era affatto simpatico, ammetto che per l’epoca giocava molto bene. Credo che l’attuale tennis Italiano sia in cima al mondo non solo per Sinner ma anche per tutto lo straordinario lavoro e tanti anni di crescita sia nel maschile che in quello femminile, dati alla mano quindi siamo fortunati a poter vivere queste esaltanti prestazioni dei nostri tennisti/e di gran lunga questo, il miglior momento nella nostra storia di questa disciplina sportiva. Commentino alla vittoria con la neo promossa, non mi lamento ne del gioco, ne di qualche sbavatura o dei soliti svogliati, tre punti sono tre punti in un campionato direzionato a favore dei “favoriti di corte lato sud” o quelli favoriti da altre loggie strane, ci obbliga a non lasciare niente per strada con nessuno o meglio con le piccole di solito facciamo i gradassi (bene) con le “grandi” facciamo invece malino o malissimo come nel derby di Milano. Alla fine risultato positivo, da parte mia ormai arrivati a dicembre, sottolineo lo scudetto come l’obbiettivo principale di questa stagione, rimango al 100% fiducioso nelle nostre forze e ambizioni, non mi fermo a vedere favoritismi e aiuti senza vergogna alle nostre competitors, esigo solamente ai nostri di badare al sodo e macinare punti anche con le grandi avversarie locali. Bene, andiamo avanti e Forza Inter.

  15. JAD scrive:

    Spero che in CI si vada con le riserve perché poi c’è il Como squadra forte ben allenata e di qualità. Nico Paz è, a mio parere, un gioiellino destinato ad altri palcoscenici . Questo è veramente forte.
    Per battere il Como dobbiamo essere al 100% .

  16. neroazzurro-rosso scrive:

    Mi è capitato, di recente, di dare uno sguardo ad alcuni highlight di una partita tra Panatta e non ricordo più chi al Foro Italico…un altro sport rispetto a quello che si gioca oggigiorno, molto lento, lentissimo…quasi ci si appisola.

    Dei giocatori vecchia scuola ero innamorato di Mc Enroe, Connors ed Edberg.

    Tra i più recenti, secondo me, Federer batte tutti…ma godiamoci la rivalità Sinner-Alcaraz, in attesa di volti nuovi.

    Pia – Inter: son contento dei tre punti.
    Certo si poteva giocare meglio…ma la si poteva anche perdere, per cui va bene così.

    AMALA.

    P.S. Per il calcio, sempre secondo me, Cruijiff a pari merito con Il Fenomeno una spanna sopra tutti.

  17. Geppetto57⭐⭐ scrive:

    Dopo un doveroso omaggio a quel grande personaggio al quale il post è dedicato, mi permetto di sottolineare che la “squadrachenonvincemaigliscontridiretti” naviga ancora in alta classifica.
    Attendo anch’io il Como che sarà una bella gatta da pelare …

  18. Luigi Bignotti scrive:

    Occhio al refuso Sector: cambiateLe nome non cambiategli 🙂

  19. neroazzurro-rosso scrive:

    Miii, pignoolooo!!! (stra cit)

  20. Epic scrive:

    Ammetto che il mio commento su Federer è stato superficiale. Credo che Federer sia maturato tardi, ma la mentalità che aveva nel periodo di massimo splendore era alla pari con quella di Nole e Nadal.
    JAD non c’è bisogno di andare sempre sopra le righe e sul personale, mi riferisco a “capire poco e fare caciara”. Alberto ha chiarito il mio errore.
    Detto questo, la frase “Federer non è un vincente” mi infastidisce perchè è fuorviante e irriverente nei confronti di uno dei giocatori piu forti di tutti i tempi (opinione personale di un ignorante).

    • JAD scrive:

      “in effetti, con 20 slam vinti, federer non può che essere definito un perdente”
      “ha vinto per caso 20 slam”

      Se ti sembra che io abbia voluto significare questo, allora chiedo scusa.
      Tu lo pensi?

      A mio parere chi è andato sopra le righe non sono io ,che invece sono stato attaccato col solito sistema di caricaturare un pensiero in modo da deridere chi l’ha fatto con lo scopo di proteggere,dalla verità, il proprio idoletto.
      Federer era un piacere vederlo, un tennista con una classe mai vista ma anche lui aveva un punto debole, non era un vincente. Il che non significa essere perdenti. L’ ho visto perdere finali di slam con due set di vantaggio, con un predominio di gioco quasi irreale ed anche sulla sua superficie ideale : l’ erba. Borg, Sampras,Nadal, Djokovic, mai.
      Lui non era un vincente o se preferisci non era proprio la sua caratteristica più spiccata,era sicuramente un fenomeno.
      Questo è il mio parere che puoi non condividere, puoi confutare ma non hai (tu o il tuo amico) diritto di deridere e questo è andare sul personale…non credi?

      • Epic scrive:

        JAD, deridere? perchè ho scritto ma mi faccia il piacere (che è una battuta)?
        Non era mia intenzione, la chiuderei qui.

        • JAD scrive:

          È no , amico mio.
          Non passare da vittima.
          Tu mi hai ripreso per una risposta che ho dato al tuo amico (e che ho riportato) ed ora ti metti a soggetto facendo credere che ho risposto a te per un semplice ” mi faccia il piacere” dove invece ho tranquillamente argomentato e dato la mia spiegazione.
          Dai Epic, ste cose lasciale perdere con me, che ormai non siamo più ragazzini.
          Alberto ha avuto la sua risposta, perché ha deriso e tu la tua. Fine. Ciao e per me finita qui.

          • Epic scrive:

            Candidamente dico che non ci avevo capito una beata minichia.. avevo letto di fretta e avevo intepretato il messaggio di Alberto come “ha vinto solo 20 slam quindi non è stato vincente come altri”…pensavo fosse in linea con la tua risposta e che tu rincarassi la dose…ora ho capito.

  21. Scetticonerazzurro scrive:

    Non sono un “ defensor tennis acti “, anche perché poco conosco del tennis del secolo passato: ho giocato molto, da giovane, a tennis e addirittura cinquantenne ho dovuto risfoderare la mia racchetta di legno per insegnare a mia figlia, troppo impegnata sui libri, i rudimenti di questo nobile sport, ma all’opposto del calcio, mia passione dominante fin dall’adolescenza, pur senza aver mai dato un calcio ad un pallone, mi sono poco interessato alle vicende sportive del tennis, almeno fino all’inizio di questo secolo, per intendersi all’inizio del duello tra lo spagnolo e lo svizzero che mi ha appassionato quanto e a volte più del calcio stesso. Perciò i nomi di Pietrangeli e dello stesso Panatta hanno suonato spesso al mio orecchio, ma senza mai coinvolgermi troppo, piuttosto come figure della cronaca anche politica della vita pubblica che come atleti. Sono queste bizzarrie della nostra storia individuale e, confesso, invidio coloro che, molto più giovani di me , come appare dagli interventi appassionati nel blog, hanno goduto delle imprese tennistiche dei nostri atleti in Italia e all’estero, anche se, per esperienza personale, sono persuaso che il tennis giocato adesso è solo lontano parente del tennis giocato nel secolo scorso, un po’ come accade anche per il calcio giocato oggi rispetto a quello praticato nello scorso secolo , e non solo per gli attrezzi usati e per gli spazi in cui oggi ogni genere di sport è praticato. Tuttavia proprio domenica scorsa mi è capitato un episodio che intendo raccontare, anche per in parte smentire, almeno per quel che mi riguarda, il giudizio poco positivo della nostra squadra sul campo del Pisa. Diversamente dal solito, ho visto la partita trasmessa da Tim , che fornisce , a mio parere, le immagini più veritiere della realtà vissuta, proprio accanto al televisore, in maniera tale da poter scorgere nei particolari i gesti tecnici e atletici in campo dei nostri giocatori e subito mi è tornato in mente un’esperienza vissuta molti anni fa a Ferrara, in occasione di una partita di campionato giocata dalla nostra squadra contro la squadra locale: la tribuna a cui mi capitò di assistere alla partita era molto più alta ma vicinissima, appena qualche metro, dal campo da gioco e potevo godermi il gioco nelle sue vicende più minute accanto ai giocatori. Era in campo l’Inter di Herrera del ‘67, forse la più bella Inter della storia, nel momento suo migliore, poche settimane prima della perdita dello scudetto e della Coppa dei Campioni. Una squadra che giocava a memoria, con la perfezione e la puntualità negli scambi più dì giocolieri che di giocatori , soprattutto con la leggerezza e la felicità nel gestire e nel muoversi per il campo dei ragazzini, liberi dalla preoccupazione del risultato e impegnati piuttosto a divertirsi. Ora, tenuto conto delle diversità enormi tra quell’Inter e questa che vedevo in campo, però almeno in un punto mi son sembrate simili, nel comportamento di atleti che giocano per il piacere e la felicità che il gioco produce, un comportamento che noto in questa squadra da quattro anni, nella buona e nella cattiva sorte , e che non ritrovo simile in nessun’altra squadra del campionato. Forse è questa solo una felice illusione che mi concedo da vecchio, e che tuttavia mi consente di dire che la nostra squadra è diversa dalle altre, e, a mio parere, almeno in questo, migliore delle altre.
    Felice giornata.

    • Militus scrive:

      Praticamente siamo i Roger Federer del calcio…

      • JAD scrive:

        Bè Militus, qui ci sarebbe da aprire un dibattito infinito.
        Effettivamente ci sono delle similitudini, però va detto che mentre nel tennis normalmente vince il migliore,nel calcio italiota spesso falsato da episodi ,no ( nel calcio gli episodi incidono più che in qualsiasi altro sport ).
        È vero che l’ Inter troppo spesso si fa sfilar via scudetti anche quando è più forte, ma è altrettanto vero che per l ‘Inter le regole s interpretano quasi sempre a nostro danno,per fatalità.
        Cosicché quando sei punto a punto, finisce quasi sempre male per noi.
        Sarà un caso ma anche in questi ultimi 6 anni o vinci lo scudetto con oltre 90 punti piallando tutti o perdi. Ma va’?

    • Giorgio scrive:

      …senza offesa per Roger Federer… 😜

  22. GuS scrive:

    Ausilio dice di scordarsi innesti a gennaio. Siamo a posto così, soprattutto a destra dove dietro Dum ci sono la bellezza di giocatori come Darmian, LH, perfino Diouf. Per non parlare delle alternative in attacco. Lookman poi non lo volevano manco quest’estate; solo un pensierino, dice, prima di decidere che si giocava 352 e quindi non ci serviva. La squadra non è migliorabile, aggiunge, servivano solo rintocchi in panchina, che infatti sono arrivati. Insomma mancava solo dicesse di scordarci mercato pure la prossima estate.

  23. neroazzurro-rosso scrive:

    La frase suddetta “È vero che l’ Inter troppo spesso si fa sfilar via scudetti anche quando è più forte” andrebbe così modificata e scolpita nella pietra: “E’ vero che all’Inter scippano da sotto il naso gli scudetti, soprattutto quando è più forte”.
    Almeno rispettiamo la realtà dei fatti.

    AMALA.

  24. Max Magnus scrive:

    Stavo dando una occhiata al prossimo avversario in CL . Ho registrato a favore dei “gunners”solo 13 scudetti, 14 coppe d’associazione, 2 coppe di lega, 16 vassoi della community.
    Dopo un attento bilancio e livellamento con comparazione al netto delle competizioni locali con il nostro palmares, posso dichiarare che gli Inglesi sono una squadra media-media, nel senso che sono famosi per le coppette di ripeno che in UK sono assai rinomate e apprezzate, qui da noi invece le coppette non contano un cazzo. Conclusione dovremmo bullizzarli e umiliarli senza tanti problemi come sappiamo fare con questa tipologia di squadre di mezza taglia. A questo punto la partita con il Venezia, dovrebbe essere un sano allenamento in vista del banchetto di CL . Le mie previsioni sono in piena sintonia con quelle della dirigenza, infatti Piero ha appena confermato che a gennaio non ci saranno nuovi innesti, motivando la decisione con Darmian come esempio, sottolineado che sostituti al Darmin di destra ne abbiamo tre, mentre al Darmian di sinistra ben quattro. Benissimo siamo veramente apposto, solo con vari esuberi da ricollocare… da tutto sto ragionamento si capisce che le Inglesi ormai non fanno impensierire nessuno e il ruolo di Darmian coperto a dovere.

  25. grigio47 scrive:

    e che Dio ce la mandi buona.
    (chi ha detto LEOTTA?)

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