La solita storia

Da un paio di mesi su Sky Legend sono state trasmesse più e più volte le nostre partite del Mondiale 2006. E io ne ho visto almeno uno spezzone di tutte: Italia-Ghana 2-0 (vittoria tranquilla), Italia-Stati Uniti 1-1 (autogol di Zaccardo, De Rossi espulso e squalificato per 4 giornate), Italia-Repubblica Ceca 2-0 (dovevamo vincere per evitare il Brasile agli ottavi), Italia-Australia 1-0 (ottavi di finale: espulso Materazzi, rigore per noi in pieno recupero), Italia-Ucraina 3-0 (quarti: vittoria netta, da loro c’era Sheva), Italia-Germania 2-0 dts (semifinale, che partita, il capolavoro sono stati i supplementari, potevamo fargliene sei), Italia-Francia 6-4 ai rigori (la finale, vabbe’, la storia è nota). E’ stato il nostro ultimo vero Mondiale: nei due successivi faremo parecchio cagare (eliminati sempre al primo turno, 1 vittoria e 3 sconfitte su 6 partite), negli ulteriori tre non ci andremo neanche.

Il Mondiale del 2006 fu giocato molto sull’emotività. Era appena deflagrata Calciopoli, mentre gli azzurri erano già in ritiro ci fu pure il dramma Pessotto: tutta roba che cementò la squadra, i giocatori tra di loro e i giocatori con lo staff, a cominciare da un altrimenti insopportabile allenatore. Poi, per ogni vittoria che si rispetti, ci sono anche i pianeti che si allineano. In squadra c’erano Cannavaro, Buffon, Pirlo, Totti, Del Piero, Pippo Inzaghi, De Rossi, Nesta, Toni – cioè, quelli di oggi gli spicciano casa – e manco potevi farli giocare tutti assieme. E pur con tutto ‘sto talento fu altrettanto decisivo il lato operaio: Materazzi, Grosso, Camoranesi, Zambrotta, Gattuso, eggià, Gattuso. Tra i 23 c’erano quattro del Palermo, per dire. I 12 gol dell’Italia in quell’edizione furono segnati da 10 giocatori diversi. Subimmo due gol in tutto il torneo, ma nemmeno uno su azione (un autogol, un rigore). I cinque rigori della finale li segnammo tutti.

Quindi, erano due mesi che davanti alla tv facevo spesso paragoni tra quell’Italia e quest’Italia. Tra un’Italia dove Lippi poteva pescare tra Cannavaro, Buffon, Pirlo, Totti, Del Piero, Pippo Inzaghi, De Rossi, Nesta, Toni, Materazzi, Grosso, Camoranesi, Zambrotta e Gattuso e un’Italia in cui proprio Gattuso poteva al massimo permettersi Politano, Raspadori, Retegui, Cristante, Frattesi, Locatelli, Mancini, Gatti… Eppure, le convocazioni sono state ineccepibili: i migliori, quelli disponibili, c’erano tutti. Tra gli indisponibili: Chiesa (in teoria uno dei nostri top player dell’ultimo decennio, che gioca in Premier al ritmo di 10 minuti ogni tre partite), Zaniolo (che ha battuto i record di Balotelli nel rapporto tra talento e inaffidabilità), Zaccagni (Zaccagni?) e Di Lorenzo (non è una battuta, purtroppo). La crisi è in parte generazionale e in parte frutto di errori ultradecennali. Errori a cui non si è nemmeno mai accennato a porre rimedio, se è vero che il presidente della Figc Gravina – entrato in carica subito dopo quella del 2018 – è alla sua personale seconda mancata eliminazione ai Mondiali ed è lì bello tranquillo ad attendere il consiglio federale. Non scatta nemmeno più il riflesso pavloviano delle dimissioni come diretta conseguenza di un fatto grave. Fosse per Gravina, si andrebbe avanti ancora quattro anni così, perchè di meglio non si poteva fare e comunque ce l’abbiamo messa tutta.

I titoli e i commenti catastrofici e ultimativi dei giornali di oggi sono gli stessi del 2018 e del 2022, ma dopo non è mai successo niente di significativo. Nei vent’anni dal 2006 a oggi ci si è sempre lasciati ingannare a bienni alterni dai risultati agli Europei: l’incredibile vittoria del 2021 (non lo rivinceremmo manco se rigiocassero cento volte le stesse partite, ma è il bello del calcio), la finale del 2012 (persa 4-0, peraltro), l’ingiusta eliminazione ai quarti del 2016 con la Germania (al nono rigore) giocando con una squadra che all’epoca giudicavamo improponibile (Eder, Pellè, Giaccherini, Zaza, Parolo, Sturaro, Candreva, De Sciglio) ma che oggi potremmo guardare con un occhio un po’ diverso. Nel frattempo il tempo passava e si rimandava sempre il momento di affrontare i problemi strutturali e culturali del nostro calcio, che vive su allori ormai quasi tutti lontani e su una reputazione andata un po’ a puttane.

Mi è venuto in mente il quarantennio di tenebre del nostro tennis, dalla fine dell’epopea della Davis (vera) di Panatta (quattro finali in cinque anni dal 1976 al 1980) fino all’ingresso di un giocatore in top ten nel 2019 (Fognini, 40 anni dopo Barazzutti). In quei quattro decenni abbiamo avuto buoni giocatori e vissuto qualche discreta emozione, ma del tutto marginali rispetto ai piani nobili di questo sport. Prima che Fognini (ormai ultratrentenne) aprisse la strada a Berrettini e poi al messia Sinner e in successione ai vari Musetti, Cobolli ecc. (da cenerentola a prima nazione al mondo, da stropicciarsi gli occhi per mesi) siamo rimasti lì a dibatterci in una situazione dove l’autoreferenzialità e l’antimodernità facevano da zavorra all’intero movimento. Nel 1987 fu festeggiata in pompa magna la vittoria del 17enne Nargiso al torneo di Wimbledon juniores. Peccato che due anni prima il 17enne Becker (che l’anno dopo fece pure il bis) avesse vinto Wimbledon, quello vero. Gli altri sfoggiavano i migliori diciottenni nel circuito principale, noi li mandavano ancora ai tornei juniores. Eravamo sempre un passo o due indietro e lo siamo rimasti per anni, sempre a perder tempo cercando voti nei circoli e facendo ammuffire talenti negli antiquati centri federali. Poi succede che ad Arma di Taggia nasce un Fognini, a Roma un Berrettini e in Alto Adige – dove quella notte splendeva una cometa e dall’Africa arrivavano tre personaggi bizzarri portando oro incenso e mirra – un Sinner. Anche noi staremmo meglio oggi nel calcio con un nuovo Totti, un nuovo Pirlo o un nuovo Del Piero. Ma non ce li abbiamo. E se anche si fossero, forse non ce ne accorgeremmo. Probabilmente non giocherebbero. (1 – segue)

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67 risposte a La solita storia

  1. Geppetto57⭐⭐ scrive:

    Carramba che sorpresa …

  2. Bellins scrive:

    E se avesse ragione lui…

    Italo Bocchino: “La nazionale italiana è stata rovinata dalla sinistra, dalla cultura di sinistra.”

  3. Roger Roger scrive:

    “Gli altri sfoggiavano i migliori diciottenni nel circuito principale, noi li mandavano ancora ai tornei juniores”.
    Frase perfetta che sintetizza il ns movimento calcistico. Tra bustarelle per far avanzare chi paga e la famosa teoria per cui non sei pronto se non hai alle spalle 8000 minuti in B, eccoci qui.
    Che fosse un pilota di aerei capirei, ma è calcio eh….ah ma la tattica, il corto muso, ecc.
    Eppure siamo qui a leggere “eh ma se il tecnico non avesse messo Bastoni centrale o Pio, ecc”.
    E non si capisce che la Bosnia ha si un 40enne a fine corsa ma noi avevamo un giocatore, Retegui, che è andato in prepensionamento avendo fatto il 3% di quanto fatto dal quarantenne. Non ci vedo molta differenza, anzi il quarantenne da fermo fa cose ancora migliori.
    Ma tal Retegui è stato capocannoniere…per dire il livello del campionato

    • Max Magnus scrive:

      Se posso caro Roger, ti faccio un riassunto della situazione:
      1) L’Inter sta sul cazzo al resto d’Italia
      2) L’Italia sta sul cazzo al resto d’Europa
      3) L’Europa sta sul cazzo al resto del mondo.
      La Francia con Mbambe (200M)e Olise (140M) ci stacca di 340M
      La Spagna con Yamal (200M)e Pedri (150M) ci stacca di 350M
      Il Regno disunito con Bellingham (140M) Rice(120M) e Saka (120M) ci stacca
      di 380M
      La Germania la stacchiamo noi di 100M il resto d’Europa è noia.
      Coppe del Monno F(2)-E(1)-UK(1)-D(4)
      Se fai un attimo due conti ti rendi conto dove stanno le bustarelle e quelli che hanno venduto l’idea che siamo scarsi…with all my due respect of course.
      Forza Italia! e Forza Inter!

    • JAD scrive:

      Però andrebbe detto ( e non omesso per rafforzare le proprie teorie) che Deko era riserva di Moise Kean. Dzeko che in sei mesi alla Viola riesce a collezionare la miseria di 230 minuti e zero gol.
      Chiaramente inadeguato per giocare in serie A ,veniva spedito al peggior offerente e non a caso gioca in serie B in Germania.
      E c’è chi ancora ci viene a parlare di Bosnia e di Dezeko.
      Eddai.
      Se facciamo i paragoni con la nazionale che ha vinto i mondiali,ok non c’è storia.
      Ma per battere la Bosnia e qualificarci ai mondiali avevamo tutte le potenzialità del mondo. Perché siamo molto più forti.
      MOLTO.
      Poi hai in panca un peracottaro pluri esonerato buono a tracannare pinte di birra e questi sono i risultati.

      • Roger Roger scrive:

        Gattuso può essere scarso quanto vuoi ma sono oltre quindici anni che questa squadra – con l’eccezione miracolosa del 2021 che come dice settore …è stata miracolosa – fa una fatica boia a battere quelle che una volta erano squadrette e regolarmente le busca non solo da Spagna e Francia ma anche da Norvegia, Svizzera e ora Bosnia.
        Periodo troppo lungo, con differenti tecnici, per essere un caso.
        Quindi inviterei i vertici federali – se mai cambiassero realmente – a fare un profodno esame di coscienza senza, come al solito, pensare: basta prendere un ct con nome e il problema è risolto

  4. Max Magnus scrive:

    Ah scusa dimenticavo ringhio come tecnico può al limite montare paraboliche e scaldabagni niente più (con affetto chiaro).

  5. Cipe64 scrive:

    “La crisi è in parte generazionale e in parte frutto di errori ultradecennali.”

    “Anche noi staremmo meglio oggi nel calcio con un nuovo Totti, un nuovo Pirlo o un nuovo Del Piero. Ma non ce li abbiamo. E se anche si fossero, forse non ce ne accorgeremmo. Probabilmente non giocherebbero.”

    Amen

  6. massimo scrive:

    D’altronde il tennis è uno sport dilettantistico ..

  7. Luca scrive:

    C’è qualcosa che non è stato completamente recepito quando ho scritto che uno dei problemi (sicuramente fra i primi tre) è che fino a trent’anni, quarant’anni fa, TUTTI (o quasi) giocavano a pallone e la base da cui scegliere era di milioni di vai.

    Non è stato percepito appieno perché qualcuno ha risposto: beh ma le scuole calcio sono tante ed il movimento vede più di un milione di bambini.

    Vero.

    Ma a parte che prima erano molti di più adesso la differenza è economica.
    Mandare un figlio alle scuole calcio costa.
    Ci va chi può permettersi il costo sia in termini economici che di tempo (accompagnare i figli…)

    Maradona, Pelè, ma anche Zanetti, Ronaldo il fenomeno: erano tutti poveri.
    Tutti.
    Non si sarebbero potuti permettere una scuola calcio come ci sono in Italia.

    Moriero era povero. Conte A. invece proviene da una famiglia benestante.
    Il primo oggi non ci sarebbe. Il secondo si.

    Un tempo, arrivare a giocare in serie C o B era difficile perché la qualità era elevatissima.
    Oggi molto meno.

    Vi torna?

    • Paolo A scrive:

      Si e no.

      Nel senso che è senz’altro vero ciò che dici, ma è una parte del problema.

      Secondo me più piccola rispetto al fatto di come il calcio viene insegnato ai ragazzini.

      Per me il problema grave del calcio italiano è che alla base si formano calciatori incompleti o meglio non li si formano nel modo corretto. Questo perchè non si insegnano due cose da ABC: la tecnica e la tattica individuale. Si parla di allenamenti situazionali, integrati, globali ecc. ma non vedo nessuno che sappia insegnare correttamente come si controlla o come si calcia una palla o come la si passa con il modo e con i tempi giusti.

      Allenare collettivamente, in situazione, è un metodo efficace se si dà assoluta libertà d’interpretazione tattica ai giocatori in campo, cosa che è praticamente impossibile nel calcio italiano in quanto da noi la tattica e la funzionalità dei ruoli hanno un peso preponderante (piaccia o non piaccia è comunque un nostro grande punto di forza), di conseguenza allenando in questo modo molti giocatori vengono formati con posture sbagliate (perchè utilizzati prevalentemente od esclusivamente in certi ruoli) o con lacune tecniche perchè devono eseguire lo “spartito”. Faccio un esempio non esistono più grandi giocatori ambidestri (con Crujiff, di cui molti soloni si riempiono la bocca, NON potevi usare un solo piede!) o grandi specialisti nelle punizioni o nei calci d’angolo. Addirittura un Donnarumma, reputato il miglior portiere al mondo, non è nemmeno capace di battere un rinvio decente sulla sua punta!

      Queste carenze d'”infarinatura” vengono poi enfatizzate da allenatori fenomeni che impongono in partita assurdità come la costruzione dal basso ossessiva o il retropassaggio al portiere. Di conseguenza giocando all’indietro e non verso avanti non hai giocatori con la tecnica, la rapidità e la visione di gioco sufficiente a ribaltare l’azione. Se a questo aggiungi i ritmi bassi, quasi da dopolavoro capisci che è quasi impossibile produrre calciatori in questo contesto.

      Non voglio fare il vecchio che dice “ai miei tempi..” ma era proprio un’altra cosa

      • Roger Roger scrive:

        Ricostruzione top!
        Aggiungo che in Italia si pensa ancora di poterla sfangare con il “non gioco” o corto muso che sir si voglia sfruttando una superiorità tecnica che….non c’è più.
        Lo si vede nel 90% delle partite di A: si giochiccia a ritmi lenti perchè il motto è “prima o poi il gol lo facciamo”, basta non penderlo.
        Qui può effettivamente bastare ma appena esci sei finito perchè no trovi chi sta al tuo gioco attendendo chiusa senza crearti problemi davanti ma ti aggredisce ed ha una base tecnica mediamente superiore a quella dei tuoi avversari italici con cui ti confronti.
        Inter batte quesi tutte le piccole perchè fa del recupero palla alto, con conseguenti transizioni rapide, la sua arma principale (non avendo i famosi dribblatori): funziona con le piccole italiane che tencicamente commettono una quantità enorme di errori tecnici. Invece cala sensibilmente con team migliori che questi errori li commettono meno.
        Con le nazionali le possibilità di sfruttare errore altrui calano perchè il livello si è generalmente alazato rispetto al passato: come Italia chi abbiamo che punta l’uomo e crea superiorità? Praticamente nessuno (Spinazzola? un terzino…) e se aspetti che la norvegia sbagli per creare palle gol finisce per prenderla in quel posto

    • Cipe64 scrive:

      Come detto, oggi, Pelè e Maradona non potrebbero permettersimuna “scuola calcio”.
      Esiste una preselezione sulla base del censo.

      Il calcio è diventato uno sport d’elite come il tennis.
      Aggiungi che, come detto, la formazione e la selezione successiva privilegiano tattica ed atletismo rispetto a tecnica e fantasia…

      Il risultato è quel che vediamo e ci vorranno tanti anni per risalire la china.

  8. JAD scrive:

    Poi la chiudo per quel che mi riguarda.
    Che ci siano grossi problemi per quanto riguarda il “movimento calcio” è talmente evidente che credo non ci sia nessuno possa negarlo.
    Oltretutto anche noi tifosi di squadra di club dovremmo fare un bel mea culpa perché la nazionale ci da fastidio. Soste, infortuni, giocatori spremuti e balle varie.

    Ma non mi si venga a dire che sta nazionale non aveva il potenziale per qualificarsi al mondiale, perché sono balle spaziali.

    Era normale partecipare, fare un po’ di partite, magari arrivare agli ottavi (di riffa o di raffa) e poi quando ci fosse capitata una squadra seria (Argentina,Spagna,Francia, Brasile…) prendevi a andavi a casa.
    Questo valiamo oggi.
    Ma non sto scandalo vergognoso.

    Francamente non credo sia utile sbarcare e continuare col mandarla in vacca della serie se non posso vincere significa che sono il peggiore del mondo e merito solo merda in faccia.
    C’è anche qualcosa in mezzo fra i primi e i non classificati.
    Noi,per me, oggi siamo in mezzo al gruppo,come valore dei singoli.
    Non così cessi come qualcuno ci vuole rappresentare.
    E se sono un atleta che non ha la possibilità di vincere la maratona, non significa che devo ritirarmi o andare fuori tempo massimo.
    Devo cercare di superare quello che mi sta davanti anche se sto lottando per il centesimo posto e la maratona la chiudo in 4 ore anziché 2 e 10 come chi vince.

    Dovevamo qualificarci , punto.

    Dovevamo onorare l impegno, dare il 100% ed accettare il risultato anche se modesto. Perché noi oggi un mondiale non lo possiamo vincere ma battere sta paccottiglia di nazionali di merda,, quello SI.
    Ed io.me ne sarei fatto una ragione….e da quel (anche) misero risultato si sarebbe duvuto ripartire,pian pianino come sta facendo il Brasile per es.

    Invece 4 coglioni di dirigenti, due stronzi come Bonuzzi e Buffon (gli strateghi…far.tirare il primo rigore al ragazzo…minchia che strategia!!), ed un peracottaro in panca con la faccia di quello che non ci sta capendo un cazzo e non vede l’ ora che finisca.

    Ehhh ma loro hanno Dzeko!!!
    Mitizziamo pure i cadaveri.

    Per essere chiari,il nostro attacco è il reparto peggiore.
    Bene, Kean,Retegui e Pio sono molto piu forti di Dzeko.
    Tutti e tre. Centrocampo e difesa neanche si discute.
    Idem portiere.

  9. Max Magnus scrive:

    Nel caso di pulizie generali di primavera, con nuovi dirigenti capaci, con chiara vocazione pubblica, dal passato e presente immacolato….non avrei nessun problema a tirare fuori dalle sabbie mobili il piacentino d’oriente. Tra i papabili mi sembra l’unico che potrebbe fare gruppo e ottenere la prossima entrata per il mondiale, poi oh se perdiamo la finale cinque a zero pazienza, sarebbe comunque un grande passo in avanti.
    Ammetto che la volata di stracci mi a risollevato un pochino, adesso tocca prendere di petto la partita con la Roma di Pasqua, dopo tutto sto casino, il nostro obelisco di difesa con la croce pronta sull’esquilino, dobbiamo dimostrare quello che la nazionale non ha potuto fare con un avversario alla portata. Due testicoli [((……..così…….))]. Il popolo nerazzurro deve compattarsi, unirsi intorno alla squadra, sostenerla e spingerla all’unico risultato possibile, un filo di ansia sotto controllo con tanta voglia di rivalsa dei nostri ragazzi troppo malmenati virtualmente dalla folla inferocita lanciata dallo streaming ostile pilotato dalla pochezza di certi giornalisti e opinionisti odiatori seriali.
    Complimenti a Cavasinni per la lucidità dimostrata in questo momento davvero delicato, stiamo pensando le stesse ragioni ma non dimentichiamo che sono solo opinioni, sentite e sincere opioni. Come sempre tocca ai ragazzi dimostrare sul campo i veri motivi del nostro primato. Forza Ragazzi e Forza Inter!
    Nella verità, nella giustizia, nell’amore e nella libertà si trova la pace.
    Et in terra pax hominibus bonae voluntatis. Buona Pasqua.

  10. neroazzurro-rosso scrive:

    Se il prezzo da pagare per rottamare tutta la classe dirigente, e non solo, del mondo “Calcio” era quello di non accedere alla fase finale del mondiale, direi che ci siamo riusciti.

    Ora attendo di vedere pseudo manager e gaglioffi vari che fanno i bagagli e vanno a fare tutt’altro o, quantomeno, non più in ambito Nazionale di Calcio.

    Per il resto, che ci siano generazioni che non hanno mai visto la nazionale in un mondiale ce ne faremo una ragione; ci sono intere generazioni che non hanno mai visto, e mai vedranno, la loro squadra fare il “Triplete”.

    Vediamo, ora, su quali scelte si orienteranno i cervelloni federali incapaci ma strapagati.

    Capitolo nazionale, per il momento, chiuso; ora testa alla roma.

    AMALA.

  11. neroazzurro-rosso scrive:

    …ho dimenticato di sottolineare il fatto che, anche per me, questa nazionale aveva tutti i crismi per passare il turno battendo la Bosnia ma si sa, la palla è rotonda e se non la butti nella porta avversaria risulta alquanto difficile vincere le partite.

  12. denny71 scrive:

    Scusate, ma che noia che barba questa nazionale (come diceva sandra mondaini) ci siamo dimenticati che c’è un campionato da portare a casa? Riscrivo quello che ho scritto sul post precedente, torniamo alle cose serie…

  13. Giorgio scrive:

    Per la nazionale spesso si “pesca” anche dalla squadra minore.
    In pratica una scelta “alla Chivu”.
    In questo caso potrebbero “promuovere” Baldini, che sta ottenendo buoni risultati con una U21 imbottita di ragazzi che tanti anni fa qualcuno avrebbe chiamato forse “oriundi”
    In nazionale le scelte sono sempre mixate di effetti “sentimentali” e di cordate/contatti che prescindono dall’esperienza – vincente o no – pregressa (Ventura e altri). Chiami una “vecchia gloria” che può vantare poca esperienza da allenatore, però è stato campione del mondo (Zoff non faceva male, ma fu osteggiato da Berlusconi) anche se come allenatore non ha mostrato granché…
    Faccio un cognome per tanti : Cannavaro.
    Io chiamerei Oriali 😉
    Fermo restando che S. Inzaghi, con un po’ di tempo per lavorare e la sua visione di gioco potrebbe davvero essere l’uomo giusto.

  14. Bellins scrive:

    Risentimento muscolare alla codcia destra per Bisseck.
    Salta la Roma e forse anche il Como.

    Troppo vecchio e troppi impegni con la nazionale, pure lui.

  15. Paolo A scrive:

    Quindi via Gravina, si parla di Malagò. Malagò. santo cielo, Malagò.

    Copio ed incollo:

    Secondo un articolo di Panorama, negli anni ottanta Malagò «avrebbe investito due ragazzi» mentre era alla guida della sua auto, uccidendoli; di tale — presunto — omicidio colposo non risulta tuttavia traccia nel suo certificato penale.[17] Sempre secondo la stessa inchiesta di Panorama, nel 1988 Malagò, insieme al padre, vende una casa di famiglia in zona Balduina a un avvocato romano: una parte viene pagata in contanti e un’altra viene trasferita in Svizzera su richiesta dei venditori.[17]

    Per aver comprato tre esami universitari (Diritto Privato, Economia politica 2 e Diritto Commerciale) con l’aiuto di un bidello che falsificava le firme dei docenti con cui li avrebbe sostenuti, nel 1993 viene condannato in primo grado a 1 anno e 10 mesi, ma nel 1999 viene prescritto e l’anno seguente la Corte d’Appello trasferisce gli atti all’Università degli Studi di Roma «La Sapienza», che annulla la sua laurea; all’età di 46 anni Malagò si laureerà all’Università di Siena dopo aver sostenuto gli esami mancanti.[18]

    Nel settembre 2014 viene inizialmente condannato dalla Disciplinare della Federnuoto (FIN) a 16 mesi di squalifica in qualità di presidente del Circolo Aniene poiché ritenuto responsabile di “mancata lealtà” e “dichiarazioni lesive della reputazione” del presidente federale Paolo Barelli, in precedenza denunciato dal Coni per una presunta doppia fatturazione.[19] Nel dicembre successivo il Collegio di garanzia del CONI ha annullato la squalifica, sanzionando inoltre la FIN con il pagamento di 2 500 euro di spese legali.[20]

    Nella sua villa sulle dune di Sabaudia, nel parco del Circeo, prova a sanare nove abusi edilizi; il nucleo investigativo di polizia ambientale nel 2015 sequestra una vasca idromassaggio esterna e due anni dopo il TAR respinge il ricorso di Malagò contro la demolizione di una palestra interrata.[17]

    Nel giugno 2018 viene iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di corruzione, nell’ambito dell’inchiesta sulla costruzione dello stadio della Roma a Tor di Valle, per aver provato a cercare un posto di lavoro per il fidanzato di sua figlia Ludovica presso l’immobiliarista intercettato Luca Parnasi.[17][21] Tre mesi dopo la Procura chiederà al GIP l’archiviazione per Malagò.[22]

    A fine maggio 2020, i pm Paolo Filippini e Giovanni Polizzi aprono un’indagine per falso nei suoi confronti. In ruolo di presidente del CONI e in qualità di presidente-commissario della Lega Serie A, finisce sotto inchiesta con l’accusa di aver falsificato il verbale dell’assemblea, presieduta da Malagò, che portò all’elezione del presidente della Lega di Serie A Gaetano Miccichè “per acclamazione”.[23]

    Nel novembre 2022 il procedimento contro Malagò viene archiviato riguardo a una presunta tangente pagata dall’allora amministratore delegato di Sky Andrea Zappia a favore suo e dell’allora numero uno della Lega Calcio Gaetano Miccichè per l’assegnazione dei diritti TV del triennio 2018-2021.[24]

  16. Geppetto57⭐⭐ scrive:

    Anche Buffon tra i dimissionari … attendo ulteriori vostre ….

    • Giorgio scrive:

      Rumours anche per Javier +, che lascerebbe la ven. confraternita delle acciughe al verde (no, non è scappato con la cassa della confraternita 🤣🤣🤣)…

  17. JAD scrive:

    Tornei corti
    Dentro o fuori
    effettivamente Simone Inzaghi,coppe, coppette, finali CL (con squadre “Itagliane”, dalla rosa scarsissima, che non sanno fare un dribblingg, ma anche vecchie da rottamare) ne ha fatte tante.
    Quindi devo per forza dire che lui , se parliamo di mondiali è un TOP.
    Se lo paragoni al mago Oronzo che è riuscito nell’ impresa di farci eliminare non c’è storia.
    Solo che al Demone del deserto piacciono tanto i soldini.
    Durissima convincerlo.
    Simone Inzaghi CT nazionale?
    Per me è SI

    • Geppetto57⭐⭐ scrive:

      Si.
      Ma in mezzo alle dune sai quante rotture di zebedei in meno?
      I giornali poi, manco li leggi. E sono pure a rovescio
      Trasmissioni sportive, non si capisce una parola.
      Raduni di facinorosi, infiltrazioni malavitose, sarti della mala, nulla di tutto questo … e in più ti pagano.

  18. Geppetto57⭐⭐ scrive:

    Qualche buontempone indica Pep Guardiola come possibile candidato alla panca dell’Italia.
    Fantascienza.
    Questi galantuomini i soldi se li vogliono mangiare tutti loro.
    Niente foresti. Solo allenatori sacrificabili e possibilmente economici.
    Pep, al primo accenno di manfrina su qualsivoglia argomento, li sputtanerebbe in mondovisione.
    Troppo pericoloso.
    Profilo basso e continuare con la solita attività di routine.
    “Cambiare tutto per non cambiare niente” come se nulla fosse

  19. Paolo A scrive:

    Ma noi adesso il calcio lo miglioreremo, e la prima mossa sarà metterci a capo un pregiudicato, perché piaccia o no Malagò questo è.

    Però ha fatto bene, e dunque facciamo finta di niente, ci turiamo il naso e figuriamoci se qualcuno tirerà fuori i suoi avventurosi trascorsi.

    La seconda sarà mettere come ct uno che la nazionale l’ha mollata per andare a prendersi i petrodollari, salvo pochi mesi prima dipingersi striscioline rosse sulla guancia nel nome dei diritti delle donne, che come noto in Arabia Saudita sono rispettati e tutelati.

    Nel frattempo, si dimette Gravina.

    Anzi, viene dimesso, perché lui sperava che passata la bufera il Consiglio Federale che lo aveva rieletto con una percentuale (98%) che al confronto Putin è un dilettante, potesse salvargli le chiappe.

    Invece niente, e allora si dimette doverosamente anche Buffon.

    Che nella lettera di dimissioni precisa che lui le aveva presentate immediatamente dopo l’eliminazione, ma gli è stato consigliato di soprassedere momentaneamente, ovviamente da Gravina che sperava ancora di conservare la poltrona.

    Nel frattempo, De Laurentiis muove i suoi candidati, Lotito fa lo stesso, persino Abodi non riesce a tacere.

    Tutto molto tecnico e assolutamente utile al nostro calcio e al futuro della nazionale.

    Che, purtroppo, è lo specchio del paese.

  20. ERG scrive:

    Secondo me la coperta è troppo corta, potranno metterci chi gli pare ma se alla nations league, qualificazioni, amichevoli (per la nazionale), ci si aggiungono gli impegni di club, una partita secca che era la supercoppa l’hanno triplicata, poi coppa Italia, e le competizioni UEFA più un campionato a 20 squadre cosa si pretende da questi ragazzi, che seppure milionari che siano ci mettono tutto l’impegno e la professionalità possibile.
    Un carrozzone che non finisce mai, oltre agli stadi obsoleti, i vari gruppi underground che tirano l’acqua al proprio mulino: le squadre del nord, le squadre del sud, il numero di stranieri, i settori giovanili, la serie B con i paracadute, le serie minori.
    Devono copiare gli inglesi, la premier è considerata il modello di riferimento per l’autonomia delle leghe calcistiche essendo di fatto “staccata” dalla Football Association (FA – la federazione inglese) in termini di gestione commerciale, organizzazione del campionato e diritti televisivi, pur rimanendone affiliata per gli aspetti regolamentari generali e internazionali.
    Un campionato a 20 squadre gli sta bene? allora imparino a tifare la nazionale col bel gioco di turno ai mondiali.
    Agli europei tifai per la Georgia che giocava un calcio superbo, ai mondiali lo stesso, la nazionale che giocherà meglio avrà le mie simpatie, tanto contro la Spagna sarà dura per tutti, speriamo nel Brasile di Ancelotti e nell’Argentina di Messi (credo sia l’ultimo).

  21. Deki scrive:

    Fossi in Inzaghi risponderei più o meno così: “Mi avete spalato merda addosso per 4 anni e adesso dovrei prendermi la bega di rimettere insieme i cocci della nazionale?”

  22. Geppetto57⭐⭐ scrive:

    Ma fino al 22 Giugno, campagna elettorale per il sostituto di Gravina?
    Lavorare mai?

  23. Francesco 70 scrive:

    Bissek out.
    Domenica perderemo male.
    È finita.

  24. Roger Roger scrive:

    Il problema dell’Italia non si sarebbe risolto battendo la Serbia 1a0 oppure ai rigori.
    La squadra slava ci ha preso a pallate anche 11 vs 11 perchè ovviamente, fatto il gol su errore avversario, ci siamo chiusi a riccio con Politano praticamente quarto centrale di difesa.
    Questo accade sempre e se la scampi è motivo di vanto!
    Se poi non la scampi allora è il tecnico scarso, giocatori stanchi perchè ad aprile hai stagione logorante alle spalle così come a settembre invece si è imballati per via di una preparazione pesante mirata a far girare le gambe…ad aprile (quando però subentra la stanchezza).
    Se faccio un campionato a 15 orari come posso pretendere di andare a 25 poi nelle partita in cui serve andare a 25 perchè ci vanno i tuoi avversari? Non ci riesci e vai in difficoltà, scivolata o meno di Bastoni.
    Rido sui nomi proposti per la nazionale: se il calcio italiano, nel suo complesso, non cambia cosa potrebbe fare un Guardiola o un Kloop?

    • Cipe64 scrive:

      RR, entrando ai mondiali i problemi di fondo sarebbero stati soltanto mascherati.

      Negli ultimi due mondiali a cui abbiamo partecipato – prima dei tre nei quali non siamo nemmeno riusciti ad entrare – abbiamo fatto figure pietose uscendo al primo turno.

      Il problemi di fondo si rendono evidenti da una generazione.

      Possibile che la natura abbia smesso di produrre talenti da così tanti anni proprio in Italia?
      Quando parlo di talenti parlo di quei giocatori che, per tecnica e genialità, fanno la differenza in campo. Parlo di un diez o di un esterno che salta l’uomo sulla fascia. Quelli che creano superiorità numerica al di là delle tattiche e dei moduli scelti. Quelli che “vedono autostrade laddove altri vedono sentieri”

      Chissà quanti talenti sprecati in questi anni, neanche visti, perché magari non avevano i soldi per frequentare una scuola calcio.
      Chissà quanti talenti lasciati per strada dalle scuole calcio perchè si pretende di rendere dei bambini dei piccoli professionisti che devono vincere ad ogni costo.
      Chissà quanti “fisicati”, funzionali al risultato immediato, scelti al posto di palleggiatori in via di strutturazione fisica.

      Il Calcio deve ritrovare le sue radici popolari.
      Entrare in questo mondiale, probabilmente avrebbe solo posticipato la figuraccia.

      Ci devono far riflettere anche gli exploit internazionali di Mancini all’europeo e di Inzaghi nelle due finali di CL (sì expolit perchè una finale si può perdere, anche male, ma arrivarci da underdog assoluto, è exploit).

      In entrambi i casi è stata l’organizzazione di gioco a fare la differenza.
      Dove non può arrivare la somma dei talenti individuali può arrivare la loro giusta combinazione in meccanismi tattici.

      Ringhio, per quanto sia un bravo ragazzo, non è il tipo di allenatore che può creare automatismi di quel genere.

      Aspetto la dissolvenza di quella cosa inutile di bonucci se non v’è già stata.

      • Roger Roger scrive:

        Cipe, più che soldi delle scuole calcio (può essere), credo proprio che sia figlia di una disorganizzazione di fondo che lascia “al fato” la capacità di far emergere un talento.
        E poi ad una “piega” del campionato per cui Dimarco arriva all’Inter a 24 anni (!) per un cambio di tecnico.
        Senza quello, i professionisti lo avrebbero mandato in prestito e magari ceduto, perché Dimash non è Yamal che brillerebbe ovunque di luce propria ma è diventato forte perchè inserito in un certo contesto.
        Se fosse rimasto in giro su campacci di provincia a trinagolare con Tressoldi e Basic anzichè con Bastoni e Chala probabilmente si sarebbe perso.

        • Cipe64 scrive:

          Fosse il fato a scegliere avremmo già un minimo di equità.Ogni tanto c’azzeccherebbe.

          Credo ci siano fattori sistematici a dare i frutti di oggi.

          Leggo di un report di Baggio di 900 pgg, per la federazione, quando aveva un incarico tecnico.

          Pare avesse rilevato gli stessi problemi 20 anni fa.
          Fu snobbato il suo lavoro e lui si dimise.

  25. Roger Roger scrive:

    I giocatori italiani non sono top mondiali perchè altrimenti non giocherebbero qui: sarebbero dove il livello economico e competitivo è ai massimi.
    Inutile anche confrontare i numeri tra i campionati, altrimenti Taremi sarebbe un top di ruolo (abbiamo visto invece cos’è).
    Per cui è superficiale dire X è ai vertici europei per numero di assist o gol, ecc.: Immobile è stato per una vita capocannonire o giù di li in Italia ma ppensa ha messo il naso fuori dai nostri confini è sparito e rientrato subito alla base. Idem ora Raspadori e molto altri…
    Questa cosa dovrebbe far capire a chi fa comparazioni per sostenere come il livello qui sia alto per cui un’eliminazione contro X – squadra europea meno blasonata – è soprendente. Il livello medio è da Europa league.
    L’Inter di Inzaghi ha saputo rappresentare una fantastica eccezione per una stagione (la prima finale ha visto un tabellone tale da consentire anche al bilan di arrivare in semifinale…derby Italia Portogallo, non proprio campionati top) ma se guardiao ai risultati dei club italiani negli ultimi 7/8 anni si percepisce un declino nettissimo che si riflette anche in nazionale perchè a differenza del Portogallo, della Francia, Norvegia e moltissime alte nazioni che esportano giocatori, da noi restano praticamente tutto qui.

    • Cipe64 scrive:

      Inzaghi perculato per i “percorsi” finiti male, lo scemone, la cosa inutile che regala scudetti: quello che, quando andava bene…”era autogestione” e quando male “avevastatoinzaghi” (sic!), ci ha fatto vedere un gioco che non avevamo mai visto, con tale bellezza, e che non rivedremo per molto tempo.

      Spero di sbagliarmi soprattutto per il caro @scetticoneroazzurro, ma quel tipo di calcio totale/posizionale sarà difficile da rivedere.
      Potremo vedere altro bel calcio…e Chivu ce lo ha fatto vedere, ma non quello.

  26. Geppetto57⭐⭐ scrive:

    Ok. Parentesi Nazionale finita.
    Testa al campionato da portare a casa.
    Le balle stanno sottozero proprio …

  27. Roger Roger scrive:

    “La solita storia” è titolo che racchiude tutto

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