
Il fatto che uno come Beccalossi non abbia mai indossato la maglia della Nazionale ci dà l’idea, in fondo, di quanto calcisticamente stavamo bene allora. No, non sapevamo quanto eravamo felici. I numeri 10 erano qualcosa di più di un numero stampato sulla maglia: erano una categoria del pensiero. Cosa si perdono i nostri figli a conoscere solo un calcio incasellato negli schemi precotti e preordinati, dove gli atipici sono al massimo una scheggia impazzita e non la tua arma più preziosa. O, come si suol dire, la ragione per cui paghi il biglietto.
Della meravigliosa, frenetica, giovanissima, tutta italiana (e per più di metà lombarda) Inter di Eugenio Bersellini, Evaristo Beccalossi era uno dei simboli. L’uomo – il ragazzo, anzi – da cui ti aspettavi da un momento all’altro la fiammata. Che poi è il bello del calcio, no? E per fortuna almeno questo, le fiammate, sono le cose che aspettiamo oggi come allora. Giocatori che infiammano ce ne sono ancora. Solo che quelli come il Becca, oggi, non ci sono più. Uno come lui – con quel ritmo, quel culo basso, quella latente indolenza che maschera il genio – oggi forse sarebbe spazzato via dal pressing dei centrocampisti muscolari o dalle uscite dei centrali difensivi da 90 kg che con una spallata ti spostano di sei metri. Forse. Quasi sempre, diciamo. Perchè la fiammata uno come il Becca ce l’avrebbe sempre in canna. A uno con quel piede – e quella testa – un posto lo troveresti sempre, per qualche minuto almeno. Oh, il Becca l’uomo lo saltava. Vi ricordate quella cosa – ‘spetta, come si chiamava… ah sì, il dribbling. Certo, dovresti scavare tra i numeri che incasellano gli schemi dalla Serie A fino ai pulcini provinciali. Dovresti scombinare le formule. Dovresti trovare sempre un 1 da infilare a tradimento tra i 3 e 4 e magari i 5. Poi la gente rinuncia, sì, troppo complicato.
In questa informazione bacata e corrotta dal clic, non vorrei che oggi la figura del Becca si limitasse ai due rigori con lo Slovan Bratislava. Di quel monologo di Paolo Rossi, più che il racconto comico della contro-impresa, io mi tengo stretto soprattutto l’inizio: “Questo pezzo è dedicato a due grandi talenti della cultura mondiale, che han fatto sì che alcuni di noi, se pur perdenti, si ritenessero destinati a una vittoria futura e possibile. Questi due talenti nel campo della cultura, della musica, dell’arte, dell’evoluzione in genere, sono per me Charlie Parker ed Evaristo Beccalossi. Forse mi rendo conto che molti di voi non sanno chi era Charlie Parker, allora spiego chi era Beccalossi”. Formidabile. E’ nella riga successiva che Paolino definisce il Becca “uno dei più grandi talenti inespressi del calcio italiano”. Beh?
No, secondo me non era un talento inespresso. Il talento, il Becca, lo ha dimostrato fino in fondo. E se non fosse che mia figlia si sposa tra un paio d’ore starei qui a scrivere per filo e per segno dove e quando lo ha espresso, e perché semmai non è stato capito e assecondato fino in fondo. Ma adesso devo andare e non c’è bisogno comunque che lo spieghi agli interisti. Non c’è bisogno di spiegare perché ora siamo tutti qui col magone a pensare al Becca e a quanto eravamo felici.
Io, che ho trascorso l’adolescenza calcistica sull’odierno primo blu, sui freddi gradoni dietro la porta, il Becca e il suo talento espresso ce li ho fissi nella memoria. Nei 45 minuti in cui l’Inter attaccava verso di me, c’era un preciso momento in cui si sperava – o si capiva addirittura – che stava per accadere qualcosa. Era quando il Becca alzava la testa, il momento dell’ultimo sguardo verso l’area o verso il compagno da servire, verso Carletto che correva come un dannato o Spillo che prendeva posizione leggero. L’ultimo colpo di chioma del Becca. La testa che si alza. Lo sguardo. La fiammata. Quante volte è successo, quanto eravamo felici.
Altobelli, Beccalossi e Muraro (9, 10 e 11) sono stati i miei primi veri idoli nerazzurri: benché dal 1973 avessi la foto di Mazzola appesa al capo del letto, nel 1980 avevo 14 anni e quel dodicesimo scudetto fu il primo vissuto consapevolmente.
Era il tempo in cui vedevamo il calcio nei suoi primi “riflessi filmati” a 90° minuto e poi, alle 22.30, alla Domenica sportiva, con i servizi di Beppe Viola – artista come Becca, anche se della parola – e la moviola di Carlo Sassi.
Proprio il Becca, insieme ad Altobelli, Muraro e Baresi (quello che giocava dalla parte giusta), l’ha raccontato, quello scudetto, in un librino godibile e leggero come le sue giocate: “L’Inter ha le ali” (Piemme, 2018).
Quando gli idoli della tua infanzia e adolescenza vanno via, capisci che se n’è irrimediabilmente andata anche una parte di te stesso.
Ciao Becca, grazie di averla resa più felice.
+100
Che brutta settimana!
Prima il “Guerriero” Alex Zanardi ed ora il “Genio” Evaristo Beccalossi!
Fortunatamente resteranno indelebili nella memoria le gesta di entrambi…stiamo diventando vecchi, mannaggia mannaggia!
Grazie Settore per questo bellissimo “coccodrillo”. Anch’io ho trascorso la gioventù in quello che oggi è il primo anello blu, cancello 21. Evaristo fu, insieme a spillo e Carletto sparalesto, uno dei simboli della potenziale della rinascita della grande Inter. Ci fece godere, manche parecchio arrabbiare, avrebbe avuto i numeri e il piede per diventare un 10 autentico, se solo avesse avuto voglia di correre ed allenarsi. Ricordo di un suo lancio ad occhi chiusi, alla Luisito, contro il Cesena dalla nostra metà campo per uno di quei due là. Ebbe sempre l’onestà intellettuale di ammetere la propria indolenza e questo lo consacrò come un grandissimo. E non è vero che non arrivò alla nazionale perché c’erano altri 10, non ci arrivò per la mafia bianconera. Ciao Evaristo, hai fatto appena in tempo a godere del 21°, vai ad insistere lassù ora.
Come si fa a dire “talento inespresso” proprio non capisco…
Tanti mediocri calciatori fanno carrierone grazie a procuratori furbi e presidenti che pensano di essere intenditori.
Beccalossi era come Corso, Figo, Baggio, Recoba : gente che – come ha ben scritto Settore – era il motivo, recondito o confessato, per cui si andava allo stadio.
Grazie, Beck, per tutte le emozioni che mi hai regalato.
E grazie a Settore per averlo ritratto così bene, pur nella fretta di andare a fare “il padre della sposa” 😉
Augurissimi.
+1000 se era inespresso lui…
La mia prima partita a San Siro con la sua doppietta nel derby. Fatti 1600 Km in bus (Caserta-Milano), con il nostro Inter Club. Che ricordo meraviglioso di quello scudetto. Grazie BECCA, ero proprio innamorato….
Purtroppo per me il ricordo di Beccalossi giocatore, avendo incominciato a tifare Inter nella stagione 1982/83, è stata purtroppo molto a lungo legata ai due rigori sbagliati…
Poi, più tardi, ho dopo l’ultimo scudetto con il Mancio, l’ho scoperto ed apprezzato come ospite di QSVS. Si vedeva troppo bene che era rimasto un cuore nerazzurro e che difendeva brillantemente i nostri colori.
Spero abbia potuto vedere la vittoria con il Parma e quindi la conquista del 21° tricolore. Gli auguro di riposare in pace
@Settore…bellissimo e commovente ricordo.
Non ricordavo l’incipit della piece di Rossi.
Ora che ci penso l’accostamento tra l’arte di Charlie Parker e quella di Evaristo è perfetto.
Come Bird scivolava tra le note, Evaristo scivolava tra gli avversari.
Stessa classe, naturalezza e fluidità.
Il dribbling perduto.
I filmati dei suoi dribbling dovrebbero essere studiati nelle scuole calcio….altro che i “giocatori soldatini” di oggi…
Evaristo ti ho voluto bene…anzi, calcisticamente, avevo proprio una cotta per te.
Io sono interista. E lo sono grazie a lui. Riposa in pace grande campione, ho le lacrime, ma anche il sorriso. Grazie
da bresciano ed interista come posso non aver voluto e volere bene al Becca?
il mio primo idolo neroazzuro, sono del ’73, quella leggerezza di tocco e di pensiero che ti lasciavano a bocca aperta a proferire un semplice oooooooohhhhh
grazie di tutto Becca, salutaci Peppino lassù e festeggiate ancora questo nuovo scudetto
Bellissimo pezzo di Settore, commovente.
Grazie Becca per il tuo talento, ho sempre amato e sempre amo, giocatori come te, il Chino, Figo, l’arte allo stato puro sul campo . E chissenefrega se non rientravi o correvi assecondando i tuoi artistici piani, la tua arte ti giustificava tutto.
R.I.P. grande Becca
Altobelli, Beccalossi, Muraro!
La fine della filastrocca di una delle grandi Inter di quando non esistevano le 5 sostituzioni e anche tre sembravano tante, dato che giocavano sempre gli stessi.
Non sono tanto grandicello da ricordare il periodo in cui proprio non esistevano, le sostituzioni.
Certo che, anche per questo, ora è proprio un altro sport.
Ciao, Becca, spero proprio tu fossi perfettamente cosciente, solo tre giorni fa!
Avendo il papà milanista, potevo guardare il Becca dal vivo solo durante i derby. Per il resto c’era l’attesa spasmodica di vedermi il servizio domenicale di 90 minuto e della Domenica Sportiva e poi a letto. Bei tempi e che ricordi del trio Altobelli Beccalossi Muraro. mi pare che Muraro facesse gli 11 netti sui 100 m.
Avevo 10 anni. Pioveva a dirotto. Attaccato alla ringhiera di una scala di san siro. Derby e doppietta di beccalossi . Ancora adesso ho i brividi a pensarci. Grazie Evaristo per averci fatto innamorare di te e dell’Inter.
RIP Evaristo
Fantasia , qualità e persona simpatica.
Bei post ho letto
Grazie amici
Due episodi mi legano al becca:
Il primo il derby 1979 dei due goals, ero a San Siro nella fossa dei leoni bbilanista invitato da amici bbilanistidi Crema (nessuno è perfetto), al secondo gol mi volevano menare perché io gli avevo comunque esultato in faccia.
Il secondo nel 1982 lavoravo in una piccola azienda alle porte di Brescia e un giorno a campionato appena finito si presentarono beccalossi e altobelli al cancello della ditta. Spillo faceva il filo alla figlia della proprietaria così mi sono trovato co-invitato in discoteca di lunedì al Kaluà di orzinuovi, e mentre spillo faceva il suo meglio per intrattenere la figlia, io mi sono intrattenuto a parlare di calcio on Evaristo (compreso il suo sfogo contro bearzot che non lo aveva convocato per il mondiale).
Grazie Becca quella è stata e rimarrà una serata per me indimenticabile.
RIP
Il piattone su corner per infilare Albertosi per il 2-0 nel derby è una delle mie personali “madeleine”.
Addio ad un giocatore che non solo ha fatto la storia, ma è stato un pezzo importante della storia dell’Inter.
Buffo : eravamo in tanti a quel derby del ’79 (il mio primo derby 😢).
Anziché i due “soliti” gol di quel derby e i due rigori…avrebbero potuto e DOVUTO fare vedere un minuto delle sue magie, al tg.
Egregio Labronico, io ho visto sia tg5 delle 13 che sport merdaset su italia uno alle 13;30 ed al di là dello stucchevole, a mio avviso, riferimento ai due rigori hanno fatto vedere entrambe tante azioni del Becca che dribblava in bellissimo stile mandando per le terre decinaia di difensori
l’amico comune residente nel torinese che di nome fà A. ci ha raccontato un aneddoto: durante una partita con la banda bassotti, all’ennesimo fallo di furino, si giro, gli porse il pallone e gli chiese se cercava quello… chapeau
Lo ricordo quell’episodio, fu una presa in giro di incredibile eleganza.
Ho visto tg1 e tgRaiNews…
p.s. : amico comune ?!?! 🤔
🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣
Già…AltobelliBeccalossiMuraro. Finiva così la formazione recitata come uso al tempo, la preghiera laica da mandare a memoria prima di addormentarsi.
Beccalossi…e sei subito bambino, sui gradoni di San Siro, sotto la pioggia o in mezzo alla nebbia, con tuo padre che è diverso da come lo vedi a casa. Che la magia dell’Inter, di San Siro, cambia i contorni a tutto e tutti.
E in mezzo al diluvio o tra la nebbia laggiù, vedevi spuntare quei riccioli, quel modo di muoversi, di toccare la palla, di calciare.
Evaristo. Un nome che mi sembrava uscito dai racconti mitologici del sussidiario. Non era mai esistito nessun Evaristo nella mia vita fino ad allora. Per me, non sarebbe esistito più nessun altro Evaristo.
Milano, 18 ottobre 1978
Coppa delle Coppe
Ottavi di finale – Andata
Prima gara in assoluto di Evaristo Beccalossi in una coppa europea
Inter – Bodo Glimt 5-0
25’ Beccalossi, 58’, 60’ e 86’ Altobelli, 89’ Muraro
Bei tempi quelli in cui facevamo a fette il Bodo…
beh, si sa, gallina vecchia fa buon bodo.
p.s. Abisso designato per Inter-Lazio… Ok che è una gara inutile, ma questi hanno un senso dello humour mica male. Va dato atto all’impegno.
Sospesi sull’abisso
Pazzesco
Che arbitri ancora perché ha fatto molti altri danni da allora
Che botta ragazzi. Io non ho parole, grazie Settore per la bellissima lettera di commiato in onore e alla memoria di un vero protagonista, bandiera e stendardo Interista. 10.000 piedi di vuoto, un grande fantasista e una grandissima persona. Troppo triste. Ciao Evaristo.
Grazie per tutte le emozioni che mi hai regalato. Riposa in pace.
Evaristo Beccalossi da San Polo Brescia, cresciuto nelle rondinelle, prima di approdare alla Beneamata, era un giocatore come purtroppo non ne esistono piu’: fantasista, genio e sregolatezza.
Il compianto giornalista sportivo Beppe Viola, talvolta lo esaltava, ma spesso doveva sottolinearne le giornate no: “mi chiamo Evaristo, scusate se insisto”. Un’altra iconica affermazione di Beppe Viola su Evaristo era: “Beccalossi è uno che da del tu al pallone, ma non sempre il pallone gli risponde”.
Ciao Becca, grazie per averci insegnato con il tuo magico sinistro che il calcio prima di essere sport, può essere pura fantasia…
Bel post settore. Commovente.
E vivissime felicitazioni per il matrimonio!
Gli artisti non sono tutti “giovani e belli” come gli eroi.
Caravaggio, per dire, beveva, andava a donne ed era un’attacabrighe di prima cartella.
Il Becca era un Recoba in bianco e nero.
Riposi in pace: se non ha fatto in tempo (per poco) ad arrivare ai 70, quantomeno (sempre per poco) ha avuto modo di vedere il n. 21 prima di passare a miglior vita.
P.s. Tanti auguri per tua figlia.
Bellissimo scritto. Da commuoversi. Ciao Becca.
“Aveva una classe notevole, sembrava che il pallone desiderasse andare da lui. Era un piacere vederlo” Così Massimo Moratti.
Un altro “simpaticone” in finale di Champions…
PSG più forte con un allenatore fotonico.
Squadra stellare.
Anche qualche decisione arbitrale mooolto favorevole (tipo il mani in area del primo tempo; anche lì il protocollo?).
Però nelle due partite, decisamente meglio.
Il Bayern ha solo rimandato l’eliminazione, perchè all’andata, sotto 5-2, poteva anche subire un’imbarcata epocale.
Invece, quasi quasi, poteva pure arrivare ai supplementari
Si esattamente
Non ho tenuto conto degli episodi ma dei valori in campo.
PSG è una squadra piena di campioni ed allenata da un altro campione nel ruolo.
Sono fortissimi, una delle squadre più forti degli ultimi vent’anni, a mio parere.
Tuttavia, non avendo grande simpatia per i francesi,. spero di vederli sottotono per la finale.
Temo che sarà più sottotono l’Arsenal che se vuole portare a casa la Premier dovrà ancora sudare parecchio
Il primo anello blu.
Avevo 14 anni nel 1980.
Tutte le domeniche lì, ad aspettare ed ammirare il colpo di genio.
Grazie Becca per avermi fatto innamorare del calcio.Quello vero,geniale, magico…imprevisto, non quello muscolare e schematico.
Beccalossi ha rappresentato, per me, l’Inter di Bersellini.
Più di tutti. Li ho amati tutti i giocatori di quella squadra, ma Evaristo era speciale.
Di lui mi ricordo mille cose, ma na voglio ricordare una in particolare.
A Firenze, l’Inter è già campione d’Italia.
La Fiorentina attacca a testa bassa, all’improvviso un giocatore dell’Inter (forse Oriali, non ricordo), ruba il pallone ad un attaccante della Fiorentina e lo passa immediatamente all’Evaristo. È un attimo, senza nemmeno guardare il pallone, testa alta, lancia Muraro che parte dalla nostra metà campo in un corridoio che solo il Beck poteva vedere.
Contropiede (non ripartenza veloce: CONTROPIEDE) di Muraro che tutti noi ricordiamo velocissimo, non lo prende nessuno.
Inter in vantaggio.
Grazie di tutto Becca.
Forse ti riferisci all’anno prima, nel 79/80 segnarono Oriali e Bini con deviazione di un viola
e cmq anche rivedendo le immagini, la descrizione è un po’ fantasiosa, ma è il bello dei ricordi calcistici
Ci arrivò come un gattone a colpire di destro nel famoso derby della doppietta. Il direttissimo per Firenze ripartiva alle 17,18 e si doveva correre per acciuffarlo e siccome eravamo in quattro (due interisti e due milanisti) i perdenti si dovevano tirare a rimorchio.
Secoli fa.
Quanti ricordi, e molti stanno evaporando, ora che i capelli imbiancano… Mio papà che nonostante fosse juventino spesso mi portava a S. Siro.
L’ultima Inter tutta italiana, le domeniche passata alla radiolina e i 90′ minuto alla TV ancora in bianco e nero (purtroppo i 2 famosi gol del derby li vidi in TV e non allo stadio….). I gradoni di S. Siro, il profumo dei panini con la salamella, spesso la nebbia d’inverno, il pullman del ritorno dopo la partita che stava 2 ore fermo al primo semaforo in via Novara.
E poi quei nomi che a più di 40 anni ti ricordi ancora, in panchina la pelata di Bersellini dall’alto dei gradoni dei distinti, le sgroppate di Pasinato, le inzuccate di Canuti, la fatica instancabile a centrocampo di Marini e Oriali, i tuffi di Spillo Altobelli per prendere palle impossibili e metterle in rete. E poi c’era lui, gioia e tormento dei tifosi, l’Evaristo che regalava sprazzi di classe e di tecnica sopraffina con serpentine e passaggi filtranti. Movenze che solo lui aveva, e che sì, valevano il prezzo del biglietto.
Quell’Inter vinse abbastanza poco rispetto al valore dei suoi giocatori, ed è un peccato, ma forse è anche per quello che la ricordo con particolare nostalgia…
Grande Becca, ce ne fossero ancora di giocatori con la tua classe e la tua simpatia disarmante…
Quando tifavo per l’Inter (è successo fino ai dodici anni) il mio idolo era Beccalossi. Non so perchè, probabilmente per il nome o per un paio di azioni viste in televisione.
Ricordo che mi prendevano molto in giro per questa mia predisposizione. A scuola erano tutti gobbi, anche in famiglia. E vinceva sempre la Juve. E allora diventai per la Juve.
Ma Beccalossi è rimasto un personaggio che ricordo con nostalgia.
Saluti a tutti.
David
Ah, ma allora sei un interista traviato da cattive frequentazioni… ora si spiegano molte cose
Ah-ha…!
Lo SAPEVO che in te c’era qualcosa di buono !
La parte nerazzurra giustifica il nick 😁
paenitet te et redime te dum adhuc tempus est…
Amen.
Ahahahah
Poi, le vicissitudini della vita, purtroppo, lo hanno portato dal lato oscuro della Forza.
Credo di più il perculamento perenne …
Direttissimo per Firenze ?
Secoli fa ???
Tre sciamannati livornesi (uno avrebbe poi fatto il sacerdote, uno il giudice, io son rimasto sciamannato 😏) raggiungono Milano in ritardo (colpa del treno).
Allo stadio non ci fanno entrare a partita iniziata 🫤
Sentiamo da fuori un boato e ci illudiamo, ma un minuto dopo la delusione che avvertiamo ci fa capire che era rigore e l’abbiamo sbagliato ☹️
Va be’…entriamo e ci consumiamo la gola in 45′ purtroppo inutili.
Torniamo alla stazione e…il treno è partito.
Quello successivo ci sarà alle 6 del mattino.
L’unico distributore della Coca Cola è fuori servizio.
Passiamo la notte a chiacchierare con Firmino, un senza dimora.
Quando sento “…tutti quei km. che ho fatto per te…” ci penso sempre 😢
Era per la suggestione che mi ha suscitato l’intervento di Argante, ovviamente…
“Il fantasista” (E.Ruggeri)
Ad Memoriam.
Gente si stringe ai cancelli per noi,
sguardi che arrivano qua.
Troppe parole; sentirle non puoi.
Vedi un pallone che va
Gambe che cercano sempre la tua,
gente che succhia la scia.
Calcialo piano, la folla lo spinge;
ecco, mi nasce un idea!
Corre la palla più forte di noi,
segui la mia gometria.
L’allenamento? Ma fatelo voi!
Io ho la mia fantasia.
Troppi dolori non fanno per me,
io sono nato già re.
Ogni giocata è diversa dall’altra;
questa è la vita per me.
Io sono quello da guardare,
quando ho voglia di giocare
sono schiavo dell’artista che c’è in me.
Datemi il pallone, non parlate,
poi correte ad abbracciarmi.
Io sono l’ultimo egoista
perchè sono un fantasista;
faccio quello
che vorreste fare voi.
Credo al difficile tocco che ho:
è l’esistenza di Dio.
E l’impossibile dimostrerò
con un segreto che è mio.
Finta di corpo, poi scappo già via
verso una nuova follia.
Spina nel cuore diversa dagli altri;
sempre che un cuore ci sia.
Io sono quello da vedere,
se la voglia di capire
è più leggera della noia che c’è in voi.
Datemi quest’ora di attenzione,
poi correte a festeggiarmi.
Io sono l’ultimo egoista,
perchè sono un fantasista;
dico quello
che vorreste dire voi.
Speriamo che l’arbitro
perda il cronometro
e duri di più;
non fischi la fine,
non fischi la fine mai più,
non fischi la fine……
Io sono quello da guardare;
quando ho voglia di giocare
sono schiavo dell’artista che c’è in me.
Datemi il pallone, non parlate,
poi correte ad abbracciarmi.
Io sono l’ultimo egoista
perchè sono un fantasista;
faccio quello che vorreste fare voi,
quello che vorreste fare
W L’Inter del 79′-80′
Vabbè s’è capito che Ruggeri era uno scarpone rosicone😄
Il fantasista, come evoca il termine, si occupa di rendere fruibile al popolo il fantasismo, corrente artistica dichiarata estinta alla fine dello scorso millennio.
Rimane qualche reperto qua e là, ma nessuno in grado di rinverdire gli antichi fasti …
…Madonna che silenzio c’è stasera… ! (cit ).
Oggi ho avuto la “fortuna” di ascoltare/vedere il TG1. Servizio sulla questione Rocchi, nominata l’Inter ad minchiam. Domanda: la società ha degli avvocati? Oppure sono ubriachi dai festeggiamenti anche loro? Mah!!!
Credo, lo spero tanto, che, ritenendosi al di fuori di ogni qualsivoglia coinvolgimento, abbiano deciso di lasciare che i propri avvocati si occupino dell’ordinaria loro amministrazione, ponderando di, eventualmente, tirarli in ballo al concludersi dell’inchiesta…me lo auguro proprio, vorrei continuare ad emulare i tifosi del Pordenone bon il loro mitico striscione “Mai stati in B”.
Io sono un po’ farisaico… Spero non accada mai alcunché, ma nel caso peggiore (quando fabbricheranno trappole tali da farci andare in B per placare un po’ la loro infernale rabbia)…reagirei con uno striscione che farebbe loro rodere ancora il fegato 😉
Quest’anno – un po’ come il Jacquesson – scriverei “118” (a simboleggiare gli anni consecutivi in serie A), il prossimo “119” e così via…
Dovranno aspettare un centinaio di anni per poterci raggiungere… 😁
Si, sono una persona cattiva.
Ma ora sappiamo che ti tratti con bottiglie da 100 euro in su…
Naaaahhhh… Costa meno 😏
E poi a me lo champagne neppure piace 🫢
Ciao, Mili’. A presto.
“Loro non lo vogliono più vedere” e ti credo l’anno scorso ci ha arbitrato il massimo consentito. Il sentore del volerci inculare a tutti i costi si fa sempre più forte.
L’Inter incontra il Papa Leone XIV. Il Pontefice: “Siate testimoni”
è finita. come dice l’utente capiscer premio Nobel, “siamo fottuti”. anche il Santo Padre ci invita caldamente ad andare in caserma e vuotare il sacco sul complotto che abbiamo ordito assieme agli arbitri contro la povera Juventus, la “squadra più tartassata” (scritto su questo blog, mica su Tuttosport, da quell’altro fisico nucleare prestato all’interismo).
è la nuova Calciopoli. scusate, arbitri. scusa, Juventus. scusa, stampa. scusa, Moggi. io preparo già lo zainetto e il pranzo a sacco per andarmi a vedere Pescara-Inter l’anno prossimo in Serie C.
interisti, penitenziagite.
[ride]
Poveretto.
Praticamente l’indagine va avanti da due anni e ancora non hanno niente in mano.
Addirittura chiederanno un ‘ulteriore proroga di 6 mesi per continuare la ricerca di prove che non riescono a trovare.
Mai vista un’inchiesta basata così sul nulla.
io invece penso che, anti-interisti e pure alcuni presunti interisti del web, qualcosa ce l’abbiano in mano quando commentano questa indagine***.
ed è proprio quello il problema.
***non sto parlando della verità.
ma adesso partirà pure l’inchiesta su vescovi e cardinali graditi all’inter?
il club pope manager dell’inter ha chiesto alla santa sede di mandare un pontefice non ostile all’incontro?
ci sono intercettazioni di un incontro carbonaro tra i nostri dirigenti e qualche patriarca ortodosso alle spalle della basilica di san pietro?
“siamo fottuti” di nuovo?
pendiamo, col fiato sospeso, dalle labbra del Nostradamus dei nostri tempi.
#fatecisapere
#fatepresto
#poverettinoi
Qualcuno spieghi perché la mano di Gila che para un sicuro gol di Thuram, non è punibile, mentre quella di Carlos Augusto contro il Torino (molto più ravvicinato), ha portato all’assegnazione del calcio di rigore.
Perché abisso e marelli sono della cricca che da anni domina il calcio italiano
Se hai ascoltato Marelli, lo ha spiegato da par suo.
Secondo voi, la lazio sta facendo finta di essere scarsa per farci abbassare la guardia mercoledì sera?
Oppure siamo proprio noi che siamo “ingiocabili” ?
Chiediti se Abisso è nella categoria “Graditi” o meno…
…in risposta a giardinero9cruz…
Comunque, in Italia, gli arbitri nelle partite dell’Inter non sono “tranquilli”. Per quanto riguarda la domanda di Dawide, credo che la lazio possa fare sicuramente meglio di così. È una squadra comunque infida, i nostri devono coltivare una “sana” voglia di castigarli (sportivamente parlando) mercoledì.
Perchè il commentatore…e gli arbitri giudicano la posizione del braccio assolutamente non punibile”???
Ma neanche un piccolo dubbio?
Hanno cambiato le regole ed il tocco del braccio molto fuori sagoma (su un tiro in porta) e da lontano non è più rigore?
Sono sbagliato io?
Sono pazzo e vedo cose?
Questa con le altre.
Mi sembra di vivere una realtà separata a volte.
No, no..sono “loro” che sono marci.
Ma vedi…avessero avuto tutti un minimo ragionevole dubbio..neanche un dubbietto.
E’ questo che puzza veramente di marciume.
Per generare un dubbio ci devono falciare con una katana.
“non bellissimo” il fallo assassino di romagnoli…piede a martello su tibia alta in movimento.
Un fallo che può stroncare una carriera “non bellissimo”..-
Ma cu m… è questo commentatore???
Chivu metti in salvo il Capitano…chiama il cambio.
Ah…me l’ero persa…
Bene
Chivu: “Spune-mi Cipe, mai ai nevoie de ceva?”
un gin tonic, te rog
Romagnoli non aveva la katana, ma ha tentato di rompere una gamba a Bonny. Mercoledì devono volerli “sfondare” (…sempre sportivamente parlando, eh)..
Si ma si palesava come un fallo semplicemente “non bellissimo”.
C’è stato bisogno della tecnologia per capire che era da codice penale.
Sì, infatti. Comunque c’è sempre un brutto clima contro l’Inter, dalle panchine avversarie agli avversari, per non parlare di arbitri e commentatori falsi come Giuda.
Ma Romagnoli, non avrà un passato milanista per caso?
Ricordo ancora l’anno in cui passò ai gonzi che riempirono pagine e pagine della Gazza nemmeno fosse Pelè …
Come per tutti gli acquisti dei gonzi, del resto
Pelé…con una “l”, vero ?
Lo domando perché le pagine si sarebbero sprecate anche per il quasi omonimo… 🤣🤣🤣
Ultimamente le pagine di certi giornali sono sprecate a prescindere …
Per fortuna sono arrivati Sinner, Antonelli ed altri personaggi, così da non essere obbligati a parlare solo di calcio.
Bravi ragazz…ma che non si rilassino troppo.
A volte ci si lamenta del VAR ma penso che senza saremmo completamente fottuti.
A volte lo siamo con tutto il VAR, figuriamoci senza.
Esattissimo!
E infatti lo vogliono limitare…
Concordo
Bravi tutti, bella vittoria, ma occhio perché mercoledì sera sarà completamente tutta un’altra storia.
Oggi è stato solo un buon allenamento
Brocchi su Dazn: “Mister, dacci qualche idea su come pensi di organizzare la squadra l’anno prossimo”.
Chivu: “Mi viene in mente 5-5-5”.
Ovviamente mercoledì sarà tutta un’altra storia, però alzare la coppa in faccia a Pedro e ai laziali sarebbe la ciliegina sulla torta.
Ma Leone Xiv sarà buono?
Non ho trovato nessun highlight …
In che ruolo gioca?
E gli hanno dato pure una maglia con una sola stella. Un residuo di magazzino oppure una maglia tarocca?
Non è che adesso qualche gobbo si inventa un complotto social-religioso di cui Marotta è dominus induscusso e che ieri ha fatto visita al suo principale?
“collega”, non principale…
Tra colleghi ci si scambiano le maglie, no ? 😏
Di già? Allora sono in tre … con quello che si fa le immaginette vestito da Papa
Vista ora
Partita stecchita poco da dire.
Faccio due nomi:
Bisseck altra perla di Pierino. Pagato la miseria di 7 milioni questo ragazzone è destinato a diventare un pilastro della nostra difesa (spero, non venga ceduto).
Migliora sempre. Se va avanti così, fra uno o due anni sarà fra migliori al mondo.
Sucic altra perla di Pierino . Pagato la miseria di 13 milioni questo ragazzo…
Ho quasi l’impressione che la “pazienza” che in altri casi non ha portato i frutti sperati, stia invece confermandosi ampiamente vincente.
Alcuni dei giocatori inizialmente indicati “non da Inter”, che rappresenta il peggior stigma possa essere appioppato ad un nostro tesserato, con la fiducia della società, sono diventati giocatori di valore assoluti.
Non dimentichiamo i brontolii riservati al primo Dumfries, etichettato come “ennesimo bidone senza un minimo di tecnica, solo corsa, da mandare subito a correre nell’altro San Siro, quello dei cavalli” a pedina fondamentale di questa squadra.
Naturalmente qualcuno non sfrutta appieno le occasioni, ma qualche segno di miglioramento di alcuni nuovi acquisti depone a favore di alcune scelte societarie inizialmente discutibili.
Gran parte della crescita di questi nuovi va imputata per buona parte alla politica di grande disponibilità del nuovo allenatore che, a differenza del precedente, non ha mai insistito sui “titolarissimi” coinvolgendo tutti in rotazioni molto efficaci.
La “rinascita” di Federico Di Marco è un altro delle sorprese.di questa gestione. Arrivato peggio del resto della squadra alla fine della stagione scorsa apparentemente bollito, ha fatto un campionato esagerato, superando il limite dell’ora di gioco che l’anno scorso lo vedeva letteralmente scomparire dal campo nei finali di partita.
Misteri del Mister …
👍
Pensiero su Pepo Martinez
A me sembra proprio bravo.
Nettamente meglio di Sommerino
Almeno a parare.
Perché forse è coi piedi che non ci siamo.
Effettivamente fa scelte a volte discutibili che sembrano mettere in difficoltà i compagni.
Altrimenti non comprendo.
A proposito di costruzione dal basso atta a perdere il pallone davanti alla nostra area, pare che anche lo svizzero ne abbia un bel campionario quest’anno.
Poi il campionato lo vinci uguale in carrozza e certe “sviste” si dimenticano, ma, così a orecchio, mi pare ce ne siano state parecchie …
Il Demone colpisce ancora, con la specialità della casa.
#coppadelre
#mecojoni
👍
In effetti, se guardiamo questo Martinez, se guardiamo questo Sucic e se guardiamo questo Diouf… i Vicario, i Nico Paz e i Palestra non servirebbero.
Pero’…. pero’… su Palestra mi sentirei di insistere.
Però anche noi che andiamo a giocare con “a Lazzie” con la nostra divisa simil-Roma. Siamo stati perlomeno indelicati.