
Tenendo presente alcuni fatti del tutto oggettivi (siamo campioni d’Italia in carica e tuttora primi in classifica, siamo detentori della Coppa Italia, segniamo tre gol a partita e giochiamo sempre bene o molto bene), direi che possiamo esaminare con una certa serenità (siamo pur sempre a metà ottobre) una serie di dati statistici altrettanto oggettivi e meno tranquillizzanti:
- nelle ultime dieci partite ufficiali (due sono della scorsa stagione) abbiamo subito gol otto volte (due clean sheet)
- nelle ultime dieci partite ufficiali abbiamo subito 18 gol (26 quelli segnati)
- nelle ultime cinque partite ufficiali siamo andati quattro volte in svantaggio per primi
- nel corso delle ultime cinque partite ufficiali ci siamo trovati per quattro volte in svantaggio di due reti
- nelle ultime otto partite di Champions abbiamo perso sette volte
Sono tutte circostanze che hanno base statistica ormai piuttosto solida, quindi non casuali. Difendere, per noi, è un problema. Se fossimo sempre certi di segnare tre gol quando ne prendiamo due, quattro quando ne prendiamo tre o cinque quando ne prendiamo quattro, beh, il problema non sussisterebbe. Ovviamente non può andare sempre così, anche se – e forse anche questo talvolta va annoverato tra i problemi – ci sentiamo sempre in grado di rimediare. In parte è vero, produciamo così tanto in attacco (non ricordo una partita in cui non siamo andati in doppia cifra con i tiri in porta) che le nostre partite, anche le peggio messe, non possono mai dirsi finite. E quindi il nocciolo della questione non sta là davanti.
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La cosa veramente preoccupante, rivedendo i 14 gol subiti nelle 8 partite di questa stagione, è che sono per la gran parte farina del nostro sacco. Errori grossolani, atteggiamento molle e/o statico: quasi tutti sono passati da questi copioni. Sulla prodezza individuale o su un’azione di qualità non ci sarebbe nulla da dire, ci si leva il cappello e si sta schisci. Ma voi, quante volte non vi siete levati il cappello sui 14 gol altrui? E quante volte avete mandato i nostri a quel paese, per i più vari motivi? Tipo (almeno) 12 volte su 14?
La difesa è il reparto dove abbiamo cambiato di più, quindi qualcosa si poteva pensare di dover scontare, per carità, e un certo livello di automatismo non lo raggiungi in otto partite. Ma Akanji, il perno del tutto, sembra il cugino appesantito del giocatore che abbiamo applaudito lo scorso anno. E purtroppo il suo alter ego è già in infermeria. Tutto il reparto sembra preda di un certo torpore, frutto di non si sa cosa. E il portiere è lui stesso un problema. “Sì, ma fa anche grandi parate”. E’ verissimo. Solo che le fa temporalmente dopo le grandi cazzate. E le grandi cazzate ci fanno andare sotto. Col Real e il Bruges non le abbiamo recuperate.
Con il Bruges la pessima serata del centrocampo ha completato l’opera: la fase difensiva è diventata un incubo. Eppure, in tutto questo, con metà squadra (o forse tre quarti) insufficiente in pagella, la potevi pareggiare. O la potevi vincere a tempo debito, prima di andare sotto. Invece di sbattere contro Sommer, o tirare a colpo sicuro in tribuna.
E’ per questo che, personalmente, rifiuto la strada del lamento. Mi preoccupo, sì. Vorrei che certe cose migliorassero, certo. Alzo gli occhi al cielo e sbuffo, e vabbè, è umano. Ma, razionalmente, lamentarmi di questa Inter no, non ce la faccio. Non ci si annoia mai, si sta perennemente in posizione pre-standing ovation, ci si gode lo spettacolo. Me la tengo stretta, l’Inter di Chivu, per quanto imperfetta – imperfetta e bellissima, com’era quella di Simone. L’infortunio di Lautaro è un bel banco di prova per chi adesso deve affrontare questo tour de force autunnale. Quel che abbiamo è tanto, possiamo buttarlo via soltanto noi.

Ancora primo?
Un record, quattro primi posti di seguito.
Magari l’Inter facesse lo stesso
Perdindirindina. C’è molta carne al fuoco, mi pare
Tutto vero come è vero che ciò che dice Gianfelice Facchetti deve essere la prima cosa che ogni interista debba tenere a mente !!!
Io sono più pessimista rispetto al tuo finale di articolo, comunque Grazie come sempre per i tuoi bellissimi scritti, leggerti mi fa sempre sentire meno sola con la nostra pazza Inter in un modo o in un altro.
Sono d’accordo con il titolo di testa, sono d’accordo con il pensiero e il sentimento di protezione e riconosco che anche io mi diverto quando riusciamo a non far sembrare l’avversario tre volte meglio dei nostri.
L’anno scorso il presidente ha firmato le cambiali a Brookfield facendogli tirar fuori investimenti importanti senza vendere nussun big, questo oltre la figuraccia europea e lo stesso presidente ha dichiarato che quest’anno la CL va onorata a dovere e giocata oltre il girone dei dannati. Brookfield ci sta e rilancia sapendo che siamo attrezzati per fare bene e sa anche che il presidente non parla mai a vanvera. Domanda cosa diciamo a Brookfield se anche quest’anno facciamo una figura che non meritiamo in CL? Abbiamo un saldo negativo di mercato importante, sbilanciato con una rosa che ha bisogno di sforzi economici notevoli che solo la CL offre, quindi sottolineo l’importanza di arrivare oltre il girone di qualificazione. Poi io sono il primo a criticare questo sistema cannibale e inumano solo mirato ai risultati ma siccome siamo a zero punti, lasciarei il romanticismo per qualcosa di pragmatico ed efficiente, sportivamente parlando….
Sono comunque convinto che siamo una squadra da fase finale di CL solo che al momento non abbiamo ancora un assetto che rispecchia la nostra vera forza. Morale il Real dovrebbe essere al posto nostro e invece si gode i suoi sei punti.
Perfetto
Ma si Settore…ci vuole un moto d’orgoglio!
Siamo primi e sulla maglia abbiamo scudetto e coccarda.
Abbiamo un problema ma abbiamo la rosa e le competenze tecniche per reagire.
Una sconfitta come questa può essere e deve essere, un’occasione per impare dagli errori.
Andare male in CL però non si può perchè i tanto sfottuti “percorsi” sono fondamentali per mantenere competitività nel tempo. Sono il carburante essenziale per le stagioni a venire.
Qualcosa deve cambiare, penso l’abbiano capito allenatore e giocatori.
Settore giustamente evidenzia che attacco non è un problema.
Vero ma mi permetto di evidenziare che, per me, quei bellissimi numeri sui gol segnati sono figli di una propensione massiccia ad attaccare che, inevitabilmente, ti chiede un prezzo dietro. Specie se non hai difensori fortissimi e un portiere non proprio affidabile.
Noi infatti non possiamo permetterci di aspettare dietro e sperare in qualcosa davanti. Dobbiamo giocare di squadra.
Di Canio per me martedì ha fatto ottima disamina di chi siamo, pregi e difetti
Si è vero…dobbiamo migliorare e di tanto la fase difensiva.
Vero anche che con il Brugge abbiamo fatto particolarmente cagare.
Dopo il loro secondo gol siamo andati totalmente in bambola e sembravamo anche scarichi fisicamente. Mentalmente e fisicamente.
Rassegnati direi…in difesa.
Non tornava nessuno a dare una mano…nessuna scalata o diagonale, si muovevano abbastanza a caso…raddoppi neanche a parlarne.
Non so…quasi quasi penso che siamo stati troppo scarsi per essere veri.
Mi piace pensare questo.
Detto questo, dobbiamo trovare un minimo di equilibrio se vogliamo recuperare in CL.
Partita secca può girare male a prescindere. Il punto è che con team italiani quel rischio ripartenze fulminee è molto minore per cui alla fine di gol ne subisci uno o due e i 3 che fai bastano. In Europa ti castigano molto di più
RR io credo o spero che questa partita abbia messo le cose in chiaro sulle cose che in difesa non vanno perfettamente.
Potrebbe essere stato un bene perdere così.
Può sembrare strano ma la penso così.
In Chivu iu m’affidu.
se sbagli tre goals fatti l’attacco diventa un problema
Analisi dei gol incassati ad oggi:
Monza: 1 gol con difesa schierata
Napoli: 2 gol per errori della difesa
Udinese: 3 gol con difesa schierata
Roma: 2 gol con difesa schierata
Real: 2 gol per errori della difesa
Brugges: 4 gol di cui uno (1-3) a difesa schierata, uno (1-2) per errori della difesa (+ 2 pali con difesa schierata).
Aggiungo:
un’azione con doppia parata di Martinez + colpo di testa di Hojlund lasciato solo su calcio d’angolo + liscio di Anguissa a 2 metri dalla porta contro il Napoli, salvataggi miracolosi di Bissek contro il Cagliari e Martinez su Malen, sempre con difesa schierata.
Domanda 1: siamo sicuri che il problema venga dalla linea difensiva troppo alta?
Domanda 2: la linea difensiva alta serve a tenere il più possibile il gioco lontano dalla nostra area, datosi che appena il pallone si avvicina alla nostra porta diventa altamente probabile prendere gol?
Per me la linea alta è sostenibile se riesci a tenere la squadra corta e compatta.
Il problema, secondo me non è l’altezza del baricentro ma le di distanze che non vengono mantenute tra giocatori e tra reparti.
Anche le troppe palle che perdiamo in uscita quando ci pressano.
Usciamo spesso risicati per il rotto della cuffia e se perdiamo palla sono dolori.
Non vedo movimento senza palla intorno al portatore che spesso non ha possibilità di scaricare. Non vedo creare linee di passaggio sicure.
Abbassare la linea può essere una soluzione a queste cose ma, per me, non è il problema la linea alta in sè.
Poi chi lo sa?
Chivu per me è uno bravo e credo lui sappia cosa fare.
Non sono poi molto preoccupato.
Interessante…ho chiesto alla IA…e la breve risposta dalla treccani:
“Contropiede” termine arcaico per definire il problema
contropiède s. m. [comp. di contro- e piede, calco del fr. contre-pied]. – Azione di c., nel gioco del calcio e sim., azione velocissima e improvvisa di contrattacco condotta mentre l’avversario si trova proteso all’attacco; analogam., colpo, rete, vittoria di c.; nel tennis, colpo con cui si piazza la palla nella direzione dalla quale l’avversario si sta allontanando. In senso fig., prendere, cogliere uno in c. (o di c.), coglierlo alla sprovvista, sorprenderlo in un momento critico.
Streaming….”Non siamo all’altezza non sappiamo difendere, ormai non sappiamo vincere (CL)”. Ma allora come mai la Francia non ha massacrato i ragazzini di Nonno Mancio? sempre la IA:
Treccani
CALCIO – LA STORIA DEL CALCIO Adalberto Bortolotti Gianni Leali Mario Valitutti Angelo Pesciaroli Fino Fini Marco Brunelli Salvatore Lo Presti Leonardo Vecchiet Luca Gatteschi Maria Grazia Rubenni Franco […] , quanto piuttosto l’intera filosofia di gioco. Le marcature divennero individuali, strette, a volte asfissianti; la frammentazione della partita in una serie di duelli uomo contro uomo determinò un calcio più aggressivo, meno tecnico e fantasioso.
Sono sempre convinto che la testa, anche nel calcio, abbia un ruolo fondamentale nell’atteggiamento in campo e nei risultati.
Squadre piene di baldi giovani sconosciuti hanno spesso ribaltato i pronostici contro autentiche corazzate.
La nostra prima Coppa Campioni la vincemmo prendendo a mazzate QUEL Real Madrid che sembrava imbattibile.
Volevo anche segnalare che il Bruges viene dopo aver vinto in campionato praticamente in pantofole, fatto riposare i “senatori” e giocato i primi 20 minuti come se i nostri avversari si dovessero accomodare a bordocampo ad applaudire le nostre giocate.
Spero che non ritorni il mito dell’ingiocabilità che tanti danni ci ha già procurato in passato.
Ho l’impressione che se il Bruges avesse avuto Aleksandar a centro campo..il Mister sarebbe ormai sul treno per Bucaresti. Quell’Inter del 63 era uno squadrone ma ancora non si sapeva, la differenza la fece il Mago di Bs.As, un gran Alenatur anzi no un gran Profesur, Come quel Mou del triplete o come altri che ci hanno dato fama e fortuna cum gloria. Oggi giorno gli allenatori sono come gli inscritti a medicina, quelli bravi e talentuosi sono pochi come gli specialisti in medicina. La squadra l’abbiamo ci manca uno specialista Alenatur o con un pizzico di cul un bel Profesur. Magari Chivu fra tre quattr’anni.. personalmente non vedo “l’occhio della tigre” ma solo “l’occ del pes-less” per adess. Poi al pubblico piace l’effetto ‘Rollercoaster’ fino a quando succede na disgrazia, quasi sempre di contropiede e uno-contro-uno libero come uccelino contro il povero Martinez martire.
pure pavard…
Ne resterà soltanto uno…
Bisogna stare sempre molto attenti alla tentazione di giustificare acquisti o ritorni per meriti acquisiti nel passato.
Nel calcio si gioca nel presente e campionati e/o titoli conquistati nel passato non contano un bel niente.
Mi auguro che gli inglesi, Pavard, Barellino e Di Marco ritornino ai loro fasti, altrimenti finisce che ci riempiamo di nonnetti dall’infortunio facile e si ritorna alle vacche magrissime. È un attimo.
Concordo
Vogliamo i giovani?
Abbiamo Bovio, difensore centrale, 18 anni.
Basta avere il coraggio di farlo di giocare.
Tra il “primo: non prenderle!” della tradizione e il nuovo verbo, fatto proprio da Chivu, “la miglior difesa è l’attacco” deve pur esserci un assetto tattico di mezzo che concili il passato col presente. Inzaghi l’aveva trovato col suo calcio totale “ a sciame d’api”: tutti difensori e tutti attaccanti in continuo movimento dinamico, come le api operaie. di volta in volta trasportatrici o cercatrici, senza distinzione di ruoli (Bastoni, da estremo difensore ad attaccante, prontamente sostituito in difesa da Barella, Acerbi addirittura goleador e marcatore del gol vincente sostituito in difesa da Lautaro …). Chivu lo scorso anno poteva giovarsi degli stessi giocatori di Inzaghi, interditori e attaccanti di volta in volta con scarso rispetto per i tradizionali ruoli. Questa stagione, con la partenza di Acerbi e di De Vrij al centro, quella di Darmian a sinistra, coi nuovi piuttosto impostatori di gioco che interditori, poco affiatati tra di loro (e per di più mai gli stessi, nelle partite iniziali, nei ruoli assegnati) con un portiere poco esperto in un ruolo fondamentale di organizzatore della difesa che il vecchio portiere svolgeva egregiamente, infine con tutta la difesa poco protetta dal centrocampo per il baricentro della squadra ulteriormente spostato in avanti, nessuna meraviglia se essa dall’inizio del campionato sbandi paurosamente , anche contro avversari facilmente domabili, sempre a rischio di sbagliare nelle troppo frequenti controffensive avverse e subendo una quantità inverosimile di gol ( quattordici in sole otto partite) con rimonte affannose, che sembrano piacere a molti fini intenditori , ma che, per quanto mi riguarda, mi gettano nel panico, preoccupato per le coronarie messe continuamente a rischio . Insomma, sarebbe assurdo mettere sotto processo una squadra, prima in classifica, capace di segnare una quantità di gol quasi doppia rispetto alle immediate concorrenti, per due partite di Champions finite male. E tuttavia Chivu dovrebbe ricordarsi, proprio per la sua militanza nella nostra squadra in tempi non lontani, che solo solide e quasi imperforabili difese consentono alle squadre che le possiedono di conquistare scudetti e coppe, come del resto è successo proprio nella passata stagione. Nell’affrontare e risolvere radicalmente il problema posto quest’anno da una difesa attualmente allo sbando “ si parrà la sua nobilitate “ dí allenatore degno del rispetto e addirittura dell’ammirazione che aveva suscitato appena una stagione fa.
Felice sera.
Poesia per le mie orecchie la tua descrizione del gioco di Inzaghi e giusto il tributo che offri al buon vecchio Sommer. Rivestendo due ruoli in uno, lui era il giocatore in più in campo in fase di costruzione.
Quell’Inter però fa parte della storia e dobbiamo andare avanti caro Scettico.
Siamo stati fortunati a vederla questa Inter.
Chivu si è rivelato il giusto successore.
A rivedere qualche azione dell’ultima mezz’ora della partita col Brugge (ci vuole coraggio a farlo!), ti dico che, per me, si sono sommate alcune variabili per dare luogo a quel disastro tattico. Sono crollati in molti fisicamente e, di conseguenza, anche mentalmente. Troppo, troppo brutti per essere veri…e si è rivelata, amplificata, la nostra fragilità difensiva.
La fase difensiva non sembra essere in cima alle preoccupazioni di Chivu che calcisticamente nasce attaccante, diventa trequartista ed infine un grande difensore (con licenza di avanzare).
😄Sospetto un senso di rivalsa, o un ritorno alle origini, in questa sua chiara propensione offensiva.
Queste, tuttavia, sono le partite che costringono un gruppo a guardarsi negli occhi e a stringere un nuovo patto per tornare a compattarsi, anche difensivamente.
Io aspetto cosa ne verrà fuori.
Tu intanto preserva le tue coronarie😄.
Statti bene e felice sera.
“Lui parlava fiammingo io Livornese” da li i problemi e i malintesi.
De Bruyne ex Mr.150M, viene a fare la Serie A senza sapere una parola di Livornese.
Massimiliano Allegri 5m a stagione (?)ex..ex.alla su (n) esperienza in Serie A senza sapere una parola di fiammingo. Domanda se tu hai l’80% di stranieri in rosa che magari hanno fatto la terza media a strappo remoto, come fai a farti capire e a trasmettere concetti di tattica e strategia a un gruppo che non ti capisce manco quando stai zitto?
Non voglio fare polemiche ma, mi sembra un dato importante sul quale lavorare sodo.
Anche il linguaggio a gesti della MLB magari potrebbe aiutare anche in campo…