
L’essere boomer comporta anche dei piccoli vantaggi, tipo aver visto giocare alcuni dei monumenti della nostra storia, tra cui Mazzola. Nel mio disastroso ma assai proficuo debutto a San Siro (Milan-Inter 3-0, 8/11/1970, umiliazione, tragedia, esonero Heriberto, incarico a Invernizzi, miracolo, mega-rimonta, scudetto) (l’ho raccontato cento volte, ma certe cose bisogna ribadirle, anche a se stessi) Mazzola c’era e indossava la maglia numero 9 del Bonimba, che non c’era, tenuto fuori come Bedin (al che il Fraizza caccia Heriberto, embè, l’avrei cacciato anch’io) (magari la settimana prima). Non che non potesse giocare (anche) da 9, certo, per indole e senso del gol (della Grande Inter fu il cannoniere, segnava a carrettate), ma il Mazzola del 1970 era ormai stabilmente quello che una volta si definiva un interno offensivo e oggi boh, non so, e chi se ne frega di oggi, mala tempora.
Mazzola è morto ieri a un’ora assai pericolosa per i giornali di carta, per non dire quasi impossibile, ma vista la qualità delle firme che sui giornaloni già stamattina raccontano in lungo e in largo il Baffo, direi che i prestigiosi coccodrilli erano già lì in rampa di lancio da qualche giorno. Ma questo è un bene, Mazzola per il solo fatto di essere morto la sera tardi non avrebbe meritato di essere trattato dall’ultimo millennial arrivato in redazione come uno qualunque (“noto giocatore dell’Inter degli anni Sessanta e Settanta”), prendendo le due righe di agenzia per chiudere in fretta il giornale. Mazzola merita il meglio.
Tornando ai vantaggi (pochi) dell’essere boomer, Mazzola io l’ho visto giocare gli ultimi sette campionati della sua carriera, conclusa nel 1977 a 35 anni, in una stagione finita a luglio con la finale di Coppa Italia persa con il Milan 2-0, gol di Maldera e Braglia. La foto sopra è stata scattata prima della partita: Mazzola, Anastasi e Rivera se la ridono in amicizia. Fu una partita importante soprattutto per la storia del calcio della provincia di Pavia, perchè a San Siro, prima del derby, si giocò (ma che razza di figata è?) la finale di Coppa Italia dei dilettanti tra Casteggio (Pv) (anzi, Oltrepò, meglio precisare) e Sangiuseppese, vinta dal Casteggio per 2-0, gol di Gravellone e Scotti (due partite gemelle, stesso risultati, entrambi i gol nel secondo tempo e più o meno negli stessi minuti). In quel derby erano in campo cinque giocatori che c’erano anche nel “mio” derby del 1970 (Mazzola, Rivera, Facchetti, Bordon e Biasiolo) (più Nereo Rocco). Fu l’ultima di Sandro Mazzola, che – così narrano – uscendo citò la Divina Commedia, «Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole e più non dimandare», cioè ragazzi, altro livello, oggi citano Marracash.
Con Mazzola ho sempre avuto uno strano rapporto, perché io viaggiavo a rimorchio – anche sentimentalmente – dei miei due zii interisti e loro erano prima di tutto grandi fan di Mariolino Corso, del suo genio e delle sue pigrizie. Quindi per Facchetti e Mazzola, due leggende assolute in maglietta e pantaloncini, provavano un grande amore me anche una certa riverenza – voglio dire, Corso a volte l’avrebbero strozzato quando passeggiava nella parte di campo all’ombra mentre gli altri si dannavano al sole (per i non boomer: a parte le coppe, si giocava solo di giorno, solo la domenica. Lo so, sembra incredibile ma è così), ma lo adoravano. E io, tra i 7 e i 13 anni, non facevo grandi ragionamenti su quanto immensi fossero Mazzola e Facchetti e quanto fottutamente pigro e geniale fosse il Mario, io guardavo e basta, andava bene tutto purchè fosse in maglia nerazzurra, i monumenti e le mezze figure, purchè gonfiassero la rete o aiutassero Bonimba a farlo – sì, Bonimba era il mio faro.
In quella dannata stagione 1976/77 mi toccò pure vedere Mazzola e Boninsegna giocare contro, a Torino, e vedere Boninsegna con la maglia della Juve (oggi alla notizia della cessione mi sarei incatenato al cancello di San Siro, ingresso vip corporate whatsnamerica), e Boninsegna segnare due gol a noi (a me, Bonimba, tu quoque). Vidi anche mio zio Aldo incrociare in tribuna Mario Corso (che sarebbe come se io incrociassi tra dieci minuti in corso Cavour Jennifer Lawrence) e dirgli “ciao Mario” e poi voltarsi verso di noi estasiato e incredulo, come se avesse visto la Madonna – o Edwige Fenech, adesso non saprei – dirgli In hoc signo vinces, e poi comunque abbiamo perso.
Mazzola era in campo anche nella prima partita di calcio che ho visto in assoluto nella mia vita, Italia-Germania 4-3, 17 giugno 1970, la mia iniziazione a questo fottuto e meraviglioso tunnel. Era stato in campo per le statistiche ma non più per me, che la partita l’ho vsta dal gol di Burgnich in poi, all’urlo dei miei genitori che mi svegliarono. A leggerla bene, la storia di Mazzola e piena di cose incredibili, dal papà supercampione di una supersquadra che muore nella più grande tragedia nel nostro sport, all’esordio da bambino contro la Juve in quella partita infame dal risultato immane in cui lui però segno un rigore, al diventare a sua volta supercampione in una supersquadra, ai due gol segnati al Real in una finale di Coppa dei Campioni, a quella ancor oggi inspiegabile staffetta con Rivera in Nazionale – pensate a quanto stavamo bene, se eravamo costretti a tenere fuori l’uno o l’altro, noi che oggi convochiamo Fagioli e Mandragora.
Ho parlato più di me che di Mazzola, forse, ma l’Inter è parte di me e non ci posso fare niente – non ci possiamo fare niente, noi. Comunque grazie di tutto Baffo, grazie per essere stato Mazzola, uno di quei nomi che volevano dire Inter e lo diranno sempre, in eterno.

Un’altra tessera del mio mantra dell’infanzia interista che se ne va: Sarti, Burgnich, Facchetti….
Infinita tristezza, ma un’altra stella nel cielo nerazzurro.
Addio Sandrino
grande tristezza ed infinita riconoscenza,
ciao Sandrino
Se ne è andato Sandrino, forse non il più grande di quell’Inter “perfetta “, certo il più fedele alla bandiera. Ormai pochissimi sono i sopravvissuti di quella squadra esemplare. Mi è venuto un pensiero infantile , strano in un non credente come me. Un famoso teologo tedesco scrisse che gli angeli se vogliono lodare Dio, ricorrono alla musica di Beethoven, se invece vogliono giocare tra loro, suonano la musica di Mozart. Ebbene, se esiste un Paradiso, non dubito che anche là il calcio, che ormai ha conquistato il mondo, sarà conosciuto e , perché no, anche gli angeli , stanchi di far musica, vorranno ammirare le “serpentine” di Mazzola, le punizioni “ a foglia morta” di Corso. Spero che sugli spalti degli stadi del cielo ci sia posto anche per noi tifosi, almeno per i più fedeli, come sono stati quei due…
Felice sabato e…felice partita!
Non “Beethoven “ ma “Bach” !. Mi scuso…
Lo stavo pensando senza conoscere la citazione.
🙏grazie scettico
Lo incrociai molto tempo fa in Via Cesare Correnti e corsi a stringergli la mano e ringraziarlo per tutta la sua storia interista.
Ciao Sandro, continua a giocare a pallone, la tua vita.
Che grandissimo campione. Ricordarlo fa venire una dolce malinconia.
Ciao.
Gesto da signore (anch’io uso parole da boomer).
Tu e Rubens vi siete sempre gradevolmente distinti.
Ciao Giorgio. Ma non dovrebbe essere normale riconoscere il valore di uno sportivo? Cambia qualcosa se ha indossato un’altra maglia?
Grazie comunque.
Un saluto a tutti.
Si, “dovrebbe”… 🫤
Ma… perché continui a firmarti “buno” ?!?! 🤔
Ho sbaglato! 🤣🤣🤣
Diventai interista per via di Mazzola: più esattamente, per via di una foto di Mazzola (di quelle orribili stampate su cartone e colorate ex post factum) che mi regalò una mia compagna di classe.
Era il 1973, facevo la terza elementare e tornai a casa contentissimo con quella foto tra le mani, esibendola come un trofeo. In basso c’era scritto: “Mazzola, fra i tuoi piedi il pallone vola!”, e mio padre – allora juventino acceso – trasse spunto dall’allora incipiente declino del Baffo per chiosare malignamente: “Sì, vola agli altri!”. Ma io non me ne diedi per inteso e attaccai la foto al capezzale del letto: non ricordo se con lo scotch o le puntine da disegno, ma insomma attaccai Mazzola a muro, a testimonianza della mia ormai incrollabile fede nei colori nerazzurri.
A posteriori dovrei forse dire che diventare interista fu il mio primo (o secondo? Boh) confronto con l’Edipo e mi piace pensare che avvenne nel segno del Baffo.
Del quale, in realtà, ho visto assai poco dal vivo e quasi tutto da filmati di repertorio. Ma chissenefrega: se uno ti ha aiutato a fare i conti con l’Edipo, ai tuoi occhi diventa di per sé leggenda.
Tra tutte le foto in cui l’ho visto ne ricordo una in particolare: Mazzola, giovanissimo, è a centrocampo e riceve da un appena più attempato Enzo Bearzot la maglia del Torino che era appartenuta a suo padre. E nemmeno il seppiato e la sfocatura dell’immagine riescono a nascondere l’emozione di quel gesto e di quel momento, che arriva intatta a chi la guarda anche dopo più di sessant’anni.
Ciao Mazzola, adesso sei volato anche tu e noi vecchi siamo ancora più soli.
Diventato interista per lui, a quattro anni. La prima partita allo stadio derby 1971 , gol suo e di Corso.
Era forte vero, più di quanto oggi venga forse riconosciuto. Per i più giovani era similie a mio avviso a Kakà, al primo Kakà, veloce, capace di saltare gli avversari, in disinvoltura grande tecnica e grande tiro.
I miti della nostra giovinezza se ne stanno andando. Non una bella cosa
.
Io sono diventato interista dopo quella famigerata partita del 9 a 1, per la rubentus, con l’unico gol nero azzurro segnato da Mazzola su rigore.
All’epoca della partita ero troppo piccolo per capire il senso ed il perché di quella partita, so solo che mi colpì il nome di Mazzola e da lì diventai interista.
@Jamescott
…anche io a quattro anni…
28 marzo 1965.
Con i miei a casa di un compagno di classe di mio fratello, milanista e di 4 anni più grande di me. Aspettavano l’inizio della registrata di un tempo della partita di A Milan Inter, di cui non conoscevamo il risultato, eravamo stati a sciare in giornata.
Mio fratello disse all’amico, davanti a me: se chiedi a Paoletto (mi chiamano così ero piccolissimo anche di statura) per chi tifa, ti risponde l’ultima squadra che nomini, è troppo piccolo per capire.
E l’amico: “Paoletto per chi tieni, Inter o MILAN?”
Risposi netto: Inter! Finì 5 a 2, doppietta di Sandrino. Diventò il primo e forse l’unico mio vero idolo calcistico. L’inizio di una lunga storia.
Rip Sandro, ti voglio bene
Anche io divenni interista dopo la partita(?) con la Juve finita 9-1 con gol di Sandro che da quel momento divenne il mio eroe.
Ricordo in particolare due gol segnati in Coppa dei Campioni al Casse a Budapest: due perle.
Grazie Sandro.
Mi ricordo, non andavo ancora a scuola, per il mio compleanno un completino, il primo. Mi andava grande, i calzettoni cadevano, l’elastico al piede non stringeva, le maniche erano abbastanza lunghe, i pantaloncini invece potevo stringerli. Dietro il numero, due cerchi bianchi uno sopra l’altro. Credo fosse il 71 o 72 , ricordo anche il primo ingresso in campo, all’oratorio del paese dei nonni in campagna nella bassa padana, accompagnato da mio fratello maggiore anche lui in completo nerazzurro. il pallone pesava una tonnellata, mi cadevano, maniche e calzettoni ma i colori di quel completino erano fantastici,vedere i grandi a bordo campo sorridere, darmi del “mingherlino”mi riempiva di gioia e allegria. Da li in poi, dalla tv e tutto il resto, Mazzola è sempre stato il simbolo della Milano nerazzurra rivale di Rivera. I due tenevano in pugno e divisa la città in due fazioni dai zero ai cent’ann. Se ne va un bandierone, un’altro grande pezzo di storia, da ricordare sempre, con rispetto e gratitudine. Grazie Sandro, quello dei due cerchi bianchi, uno sopra l’altro.
Grande articolo del padrone di casa, emozionante davvero.
RIP Campione
Se all’Olimpico fosse visualizzata una foto, spero che neppure il più “coatto” sia portato a fischiare.
Di questi tempi, non si è affatto sicuri di un minimo di…non dico “pietas”, ma almeno umano rispetto… 🤫
Solo applausi per Sandro!
E io, assiso sulla tribuna Monte Mario, ne ho approfittato per esibire la maglia della stagione 1965-66, col numero 8 sulle spalle!
@Giorgio,
non ci sarebbe neanche troppo da scandalizzarsi!
Il loro idolo e beniamino, oltre a mille sublimi giocate, verrà ricordato anche, se non soprattutto, per uno sputo in faccia ad un avversario e per la caccia all’uomo, con tanto di calcione da dietro, in una finale di Coppa Italia tra noi e loro all’Olimpico.
Quindi, caro mio, aspettiamoci di tutto, perché al peggio non c’è mai fine…purtroppo.
AMALA.
P.s. Sono sufficientemente fiducioso in un risultato a noi favorevole, alla facciazza del gasmerdini.
Ciao, carissimo.
Hai ragione, è ovvio, a proposito dei comportamenti attuali della gente, ma io continuo ad illudermi.
Piuttosto…vorrei avere il tuo ottimismo sulla partita di oggi…🤔
E ora…entro in clima-partita. A dopo 🤞
Un pensiero per Sandrino
Si perderà male oggi.
Sicuro.
E il primo è andato.
Sarà una sconfitta epocale.
Epocale.
Tristezza, infinita tristezza.
Troppo forte la Roma per noi.
A questi livelli non si può giocare senza portiere
Difesa incerta, ma Kone gli tira addosso, lentissimo nel cadere giu…impresentabile
È passata in mezzo alle gambe di Akanji, lo vede all’ultimo.
A me stanno pou sulle palle Diuf e soprattutto Barella che rimangono a guardare invece di rienntrare,
👍
Questi sarebbero solo errori dell’arbitro? Io ci vedo malafede
2 peso e 2 misure su trattenite spinte e tolleranza delle proteste
Ma Barella non vi sta facendo incazzare come delle jene?!
Si
Sempre in supponenza, asfittico.
e la fotocopia Zielisnki in campo di fianco, quando ha tanti centrocampisti in panchina
Molto.
E da un paio di anni almeno…
La differenza tra i 2 portieri imbarazza
2 a 0.
È finita.
Stavolta è davvero finita, non possiamo proprio farcela. Fuori casa, Olimpico pieno, Roma chiaramente in palla.
Nel secondo ne prenderemo altri due.
Tristezza.
Infinita tristezza.
Molli molli molli
Stai rimettendo la testa fuori e ti fai inchiappettare da molli molli molli
Di nuovo sono in 2 contro Bissek, ne Barella ne Diuf hanno seguito
Sarà suonata la sveglia?
O vogliamo provare a recuperare da 0-3?
Ingiocabili e inguardabili. Francamente mi sarei anche rotto di prendere due gol da chiunque. E Pepo è solo una parte del problema, la nostra difesa è qualcosa di allucinante.
Conto che il primo tempo sia stato giocato trotterellando in segno di lutto per la scomparsa di Sandro Mazzola.
Confido che nel secondo tempo ci mettano un pò di voglia, che anche nel primo tempo nonostante la tristezza, un paio si potevano pure fare.
Non è finita fino a quando non è finita.
Da quello che si è visto oltre lo scazzo generale, ce la possiamo fare.
Potremmo anche prendere altri gol, ma nemmeno provarci sarebbe peggio.
Fozza Inda …
Perchè non gli fanno vedere le cassette di Mazzola. Ci vuole un trattamento tipo Arancia Meccanica, perchè non lo fanno?😈
Si renderebbero conto cosa voglia dire quella maglia.
Stagione praticamente finita.
Forse la Conference, un piazzamento chissà. Magari ci dice bene.
Questa Roma è dominante, non possiamo far nulla. Inermi.
Zero a quattro forse è troppo poco…epocale.
Sconfitta epocale.
Un Olimpico strapieno, è il dodicesimo in campo. Atterrisce i nostri, è evidente.
Inutile giocare il secondo tempo. Siamo letteralmente annichiliti, svuotati, senza nerbo ed energie.
Che spettacolo squallido e privo di alcuna speranza!
😄All’olimpico quei poveracci che guardano stanno a mezzo chilometro, ma a chi atterriscono.
La tristezza infinita di questa triste giornata, si riflette anche sul campo di gioco, dove una triste Inter va sotto 0-2 per la quarta partita consecutiva!
Primo tempo ridicolo, fase difensiva inesistente, la Roma di Gasp domina in lungo e in largo. Difensori costantemente abbandonati da centrocampisti ed esterni che non fanno filtro, la Roma sempre in superiorità numerica.
Male, male, male. E non tiriamo in ballo il portiere
Un caso il goal di lautaro. Del tutto inutile.
La perderemo male, malissimo.
calma
Doppietta inutile. Vinceranno sicuramente loro. E farà ancora più male.
Tristezza. Infinita tristezza.
l’inter è morta e risorta negli ultimi 2000 anni più volte di gesù cristo (dilettante).
p.s.
costo luis henrique: 25 mln.
costo manu koné: 17+3 mln.
grazie piero, già ci manchi. ripensaci. torna.
e vabbè due gol per sbaglio sono stati, tutta sta classe..
😁
è la Roma in generale che è un buon assemblaggio quest’anno, ci sta che le prestazioni dei singoli aumentino specie in queste partite.
Auxilium
eh, lo so, ma avercelo un centrocampista che segna pure per sbaglio…
Calhanoglu a parte, sia chiaro.
Parole sante.
Fisicità cercasi…
Di più non si può fare.
Allora…
Se vogliamo giocare siamo fortissimi, se facciamo i coglioni soffriremo inutilmente
Allora…
Jones inconsistente. Meglio Susic, lo faccia giocare sempre.
Ormai è chiaro! È una tattica: ne prendiamo due e poi ci divertiamo!
Tutta ciccia per i cardiologi! 🤣🤣🤣
A M A L A
Ribadisco che io così, ogni volta sotto di due gol con chiunque, non ce la posso fare. Ma possibile che non si possano recuperare un po’ di automatismi difensivi? Va bene che Pepo non mi pare infonda sicurezza ma sui cross avversari i nostri sono sempre in affanno. Questa difesa a 3 è un dogma ineluttabile? Non si potrebbe studiare qualche altra soluzione, visto che alla lunga due gol presi a partita non credo siano sostenibili?
Nel primo tempo inguardabili, con difesa e cc che si sfanculavano a vicenda ad ogni pallone perso.
Nel secondo tempo quasi ingiocabili, ringraziando Malen per aver centrato il capoccione di Pepo e grazie anche a Gasperino che al 60′ ha fatto uscire Mancini e Kone.
Con Chala in campo difficilmente Kone avrebbe fatto doppietta.
Concludo citando il bambino con lo striscione inquadrato ad inizio partita…
“Sandro sei sempre con noi”
Il primo gol Roma nasce da svirgolata clamorosa di Bastoni che in uscita porta sempre rischi.
Poi si sapeva che Diouf ti da davanti ma dietro rischi, specie se Barella non fa il Pasinato ma Iniesta.
Purtroppo LH sta confermando di essere insipido…non punta, non copre….si limite al palleggetto.
Alla fine un pareggio che sta stretto a noi a va (stra)bene aa Roma…..comunque. . .”GRANDE INTER CON LA STELLA SEI TRA TUTTE LA PIÙ BELLA” (r.i.p. Alessandro “Sandro” Mazzola – Uomo d’altri tempi)
la prima partita di calcio che ho visto, prima di allora non ero neppure al corrente di questo sport, è stata Inter-Indipendiente 3-0. Fu per caso perché un parente, neppure interista, a cui si era guastata la tv chiese di venire a vedere la partita da noi. Ed ecco che scoprii un tizio abilissimo in quello che era lo scopo del gioco, cioè buttare il pallone dentro quella che mi dissero chiamarsi porta avversaria. E da quel momento, chevelodicoaffà, questo sport strano è diventata una mania e quella maglietta nerazzurra è stata una passione infinita.
Mazzola è stato il mio primo idolo, se n’è andata la persona, resta il ricordo delle sue giocate, delle sue accelerazioni, delle serpentine e dei tiri finiti in quella che mi dissero chiamarsi porta avversaria.
Innanzitutto il pari mi va bene ed è il giusto risultato a mio parere.
Detto questo credo che Chivu per quanto affetto possa sucitare in tutti noi , sia abbastanza responsabile.
Squadra, molto distratta con giocatori fuori ruolo.
Diouf quinto non sa giocare. Jones non si sa cosa avrebbe dovuto fare (per me sa fare tutto abbastanza male, ma gli dò ancora qualche partita).
E sui cambi non ho capito perché lasciare Diouf in campo.invece che sostituirlo con LH.
Bene Sucic sicuramente meglio dell’ Inglese che corre a caso .
In pratica l’anno scorso avevamo una difesa stagna mentre ora il mister è riuscito a far un bel casino così da prendere sempre una bella badilata di gol.
Perché? Boh chiedere a lui
Ad ogni modo c’è il tempo per rimediare (come fece l’ anno scorso).
Comunque almeno ci stiamo vedendo delle belle gare “adrenaliniche”
Il mio parere è che manca tanto DUM DUM.
Lui difendeva, anche.
Ora non lo fa nessuno e c’è sempre un buco a destra da cui nascono i gol.
Tipo Roma, tipo col Napoli e perfino con l’udinese.
Tre indizi fanno una prova.
Aggiungerei uno da rimpiangere: Acerbi.
pensa se avessimo preso de zerbi, storico pallino di ausilio…
lì salamelecchi e applausi a scena aperta. sarebbe stata sempre colpa dei calciatori.
grazie marotta per non aver fatto passare certe strampalate idee del ds.
Grazie Sector.
Un bel ricordo di Mazzola, grazie
Mi è piaciuto anche il comunicato dell’Inter, che mi ha consentito peraltro di vedere una bella (ancorchè contenuta) selezione dei goal di Mazzola, che ahimè non conoscevo in quanto ho iniziato a tifare Inter nel “lontano” 1982.
Buon pomeriggio