
Questa, ragazzi, finisce dritta nella cartella “Capolavori”, perchè in effetti è stata un capolavoro. Il distillato dell’inzaghismo e anche la masterclass del gruppo – lo so che è una contraddizione, ma stasera il master non era un singolo ma un’intera squadra, e il mondo ha assistito alla sua lezione, di come si attacca e di come si difende, di come si propone e di come si resiste, una lezione recitata in coro come una tragedia greca, però allegrissima.
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Considerati tutti i parametri – quarti di Champions, trasferta, qualità dell’avversaria che nelle coppe non perdeva in casa da 27 partite (quattro anni), una partita ogni tre giorni – forse è l’impresa sostanzialmente più bella della quattro stagioni di Inzaghi, che pure può vantare uno scudo, una finale di Champions e un po’ di coppette. Diciamo che dietro l’inestimabile e irripetibile serata del 22 aprile a casa del Milan (priceless) possiamo tranquillamente posizionare la magica notte di Monaco di Baviera, una città dove abbiamo storicamente fatto tutto e il contrario di tutto, grandi imprese e seratacce a non toccar palla. L’8 aprile 2025, invece, semplicemente, un capolavoro.
Proprio questi ricorsi storici spero aiutino l’Inter a non considerare chiuso il discorso, come successe alla meravigliosa Inter del Trap nel 1988 dopo la notte della galoppata di Nicolino Berti, 2-0 e qualificazione in tasca, non fosse stato per il particolare che il Bayern nel ritorno vinse 3-1 a San Siro e l’Inter dei record uscì scornata da quella Coppa Uefa (che poi vinse il Napoli di Maradona).
Intanto, godiamoci ‘sta meraviglia di vittoria ottenuta con una personalità impressionante, che si è sublimata nell’andare a segnare il gol vittoria all’87’, quattro minuti dopo aver subito la rete del pareggio di Muller arrivata dopo 15-20 minuti di assedio. Andarla a vincere, invece di far passare alla bell’e meglio i 7 minuti che restavano da giocare, è stata una roba da groppo in gola. Due gol strepitosi, corali, perfetti, dal primo passaggio fino all’esecuzione finale passando per una serie di tocchi impeccabili. Le perle di una partita giocata bene da tutti e con alcune prestazioni mostruose – Lautaro, Barella (stratosferico), Bastoni, Mkhitaryan, ma vogliamo parlare di Sommer, della difesa, di Carlos? E del Demone, che ‘sta ciurma l’ha messa insieme e organizzata tanto da farla giocare a occhi chiusi?
Andiamo a dormire sereni. Ricordatevi di programmare il reset durante la notte: domani dobbiamo svegliarci con un solo pensiero: il Cagliari.
(nell’angolo Podcast, giunto nel frattempo all’episodio #119, io e il mio socio Max attendiamo sempre i vostri vocali al numero dedicato Whatsapp 351 351 2355. Cosa ci dovete dire? Quello che volete. Se riuscite a stare nel tema – l’Inter, il calcio, la vita – va bene. Cioè, si gioca ogni tre giorni, siamo dentro a tutto, vinciamo a Bayern di Monaco: vi mancano gli argomenti? Se non ci riuscite, va bene lo stesso. Chi siamo noi per impedirvelo?
(il podcast, oltre che su Spreaker – il cui player trovate qui sul blog – lo potete ascoltare anche su Spotify, Audible, Apple Podcast, Google Podcast e tutte le principali piattaforme. Non lo trovate? Prendete appunti – non è difficile – : scrivete “Settore” o “interismo moderno” nell’apposito campo e per incanto vi apparirà. E’ la tecnologia, bellezza, e non possiamo farci niente)









