
Sic transit gloria mundi (more solito). La Nazionale è passata dalla retorica delle notti magiche eccetera eccetera alla merda odierna nello stretto giro di quattro mesi, da supersquadra bellissima fortissima e favorita d’obbligo dei prossimi Mondiali a squadretta senza arte nè parte che forse ai Mondiali non ci andrà nemmeno perchè sicuramente gli spareggi non li passiamo, ridotti come siamo. Non che sia cambiato granchè, nel frattempo: il centravanti non lo abbiamo da anni, per dire, e questo non ci ha impedito di vincere 37 partite consecutive e con esse gli Europei dopo 53 anni dall’ultima volta. Semplicemente: prima andava tutto bene – tiraggiro, tiraggiro! – e adesso no. Questione di culo, certamente, almeno un po’. E anche di particolari: i rigori che prima entravano adesso non entrano più. Se Jorginho avesse segnato i due rigori alla Svizzera, il girone lo avremmo vinto in carrozza e adesso saremmo qui a prenotare il pullman scoperto per il dicembre 2022. Invece siamo in pieno Ventura-2, e ringraziamo il cielo che prima degli spareggi passerà un po’ di tempo, sennò con l’umore attuale avremmo fatto fatica anche con San Marino..
Dove saremmo se Jorginho (segue elenco)? Ecco, la storia dei rigori – cioè la storia dei particolari – mi ha fatto pensare all’Inter. Dove saremmo se Dimarco avesse segnato il suo rigore all’Atalanta e se Lautaro avesse segnato il suo rigore al Milan? E dove saremmo se alla Juve non avessero dato quel ridicolo rigore contro di noi? Non sono tre particolari che, in fondo, segnano in maniera spropositata il cammino dell’Inter finora?
Il gioco dei se e dei ma, ovviamente, ha un valore pari o minore di zero, però un pochino si presta a dare una dimensione all’Inter di Inzaghino. In questi primi tre mesi di stagione l’Inter non è mai stata inferiore a nessuno e non ha mai fatto figuracce (tranne negli ultimi grotteschi 15 minuti della partita con la Lazio, un’eccezione nel percorso tutto sommato lineare di quest’anno). E’ una squadra che ha spesso divertito, ha quasi sempre creato tanto, è stata raramente messa alle corde. Eppure in campionato è terza a sette punti dalle prime. Non ha vinto nemmeno uno scontro diretto, ma non ne ha nemmeno persi (a parte quella maledetta partita con la Lazio, vedi sopra). Con quei tre rigori (due sbagliati, uno assegnato con un abuso di potere), proprio tre di questi scontri diretti avrebbero potuto andare diversamente. E quindi?
E quindi cos’è? E’ una questione profonda o è una questione di particolari? Siamo al posto che ci compete (il terzo, lontano dalle prime) o avremmo potuto essere molto più in alto se solo avessimo calciato meglio due palloni, o se all’arbitro di Inter-Juve si fosse scaricato l’auricolare? Siamo indietro per un caso – per tre piccoli particolari, appunto – o perchè è giusto così? E le altre sono troppo avanti per congiunzioni astrali favorevoli, o perchè sono forti almeno quanto noi, se non di più?
E’ una questione interessante. E adesso che ci avviciniamo a due partite-chiave con qualche problema serio (assenze, acciacchi), quei particolari che ci sono costati punti (e chissà, magari un pizzico di autostima) potrebbero pesare fin troppo. Sul cinismo dobbiamo lavorare, sull’emergenza dobbiamo saperci adattare. E’ l’ansia il prossimo trabocchetto.











