
Basket: se un giocatore fa oscillare il tabellone o l’anello con l’intento di ostacolare il gioco, può essere fischiato un fallo tecnico. Calcio: se un giocatore scava il dischetto del rigore prima che l’avversario tiri il medesimo, va bene così. E’ stato un po’ come il furto al Louvre: ma come?, ti chiedi, tutto così, in pieno giorno, nel punto più visitato di Parigi, semplicemente piazzando un montacarichi sotto un balcone travestiti da operai, usando un camion con montacarichi per raggiungere una finestra della Galleria d’Apollo, usando una smerigliatrice per entrare e tagliare le vetrine blindate in pochi minuti, sfruttando un angolo cieco della videosorveglianza, e fuggendo su scooter, perdendo però la corona dell’imperatrice Eugenia per strada? Sì, proprio così. Pavlovic si è messo a scavare il dischetto con un’azione insistita davanti ad arbitri e colleghi (amici o avversari), a qualche decina di migliaia di spettatori allo stadio e a qualche centinaia di migliaia sul divano di casa. Bei colpi decisi di tallone, per fare il lavoro nel miglior modo possibile. Poi tira il genoano e fiuuuummm!, palla al primo anello.
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Non sapendo con chi parlarne, ho dato qualche input a Gemini che alla fine di dieci minuti di chiacchierata ha concluso, sfinito: “Finché la regola non cambia, il calciatore che scava il dischetto agisce in una zona di impunità regolamentare, anche se in aperta violazione dei principi etici dello sport”.
Al che mi sono preoccupato, perchè non vorrei che – agendo in una zona di impunità regolarmente – Juan Jesus domani sera usasse il Taser per fermare Lautaro, o qualcuno buttasse fialette puzzolenti dietro la porta di Sommer per distrarlo. Sarebbe anche interessante se oggi o domani, sapendo di non poter essere punito – al limite sgamato -, qualcuno non ci riprovasse senza nemmeno bisogno di nascondersi troppo. E perchè non scavare il dischetto prima della partita? (certo, se poi il rigore càpita a te… ma lo sai e sistemi il pallone un po’ più di lato o avanti).
E come tratta l’argomento – interessante – la stampa italiana? La Gazza dà un colpo al cerchio e uno alla botte. Colpo divulgativo. Perché non può essere usata la prova tv? “Per i fatti e le infrazioni commessi nelle gare, la prova tv può essere utilizzata per dar prova di: 1) condotta violenta non rilevata da arbitri o Var; 2) uso di espressione blasfema non rilevata da arbitri e Var; 3) evidente simulazione da cui scaturisce l’assegnazione del calcio di rigore a favore della squadra del calciatore che ha simulato; 4) evidente simulazione che determina l’espulsione diretta dell’avversario; 5) realizzazione di una rete colpendo volontariamente il pallone con la mano; 6) aver impedito la realizzazione di una rete colpendo volontariamente il pallone con la mano. Quindi nessun pericolo per Pavlovic”. Nessun pericolo per Pavlovic.
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Poi l’altro colpo, genere “buttiamo tutto in vacca”. Intervista a Riccardo Maspero, eroe civile del dischetto scavato: con questa pratica truffaldina inculò Salas (e vabbe’, tempo quasi scaduto, stavano 3-3 nel derby) e quindi si è collocato tra i Giusti. Poi però si allarga: praticamente, Maspero dà la colpa a Stanciu, colpevole di omesso controllo. “Protestare non ha senso, ‘scavare’ è l’unico modo per disturbare l’avversario. Ma l’errore è di Stanciu, come nel mio caso fu di Salas. Ed è grave. Perché un giocatore deve sempre controllare il dischetto. Pavlovic ha fatto una furbata, ma il giocatore del Genoa è stato superficiale”. Tesi piuttosto ardita. Tipo, chessò: stanotte un figlio di puttana mi ha tagliato tutte e quattro le gomme, ma la colpa è mia perchè non ho parcheggiato nel cortile dei carabinieri.
Il bello è se cerchi in rete Pavlovic + rigore ti esce come primo risultato il pezzo di Fanpage (scritto nell’orribile modalità “tiro in lungo il più possibile”), dove si avverte che video di Pavlovie e Tomori “è diventato virale” (sospiro) e che “il comportamento di entrambi non è certo esempio di fair-play ma rientra nel corredo accessorio di agonismo estremo e reazioni sopra le righe dettate dall’adrenalina e dal sangue che ribolle nelle vene considerata la posta in palio. Cosa hanno combinato? L’uno s’è messo a zappare il terreno aiutandosi con la punta della scarpa e i tacchetti. L’altro ha esultato in faccia a Stanciu che ha sbagliato il penalty spedendo la palla in curva”. Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno.
(nell’angolo Podcast, giunto nel frattempo all’episodio #171, io e il mio socio Max attendiamo sempre i vostri vocali al numero dedicato Whatsapp 351 351 2355. Cosa ci dovete dire? Beh, direi che gli argomenti non mancano. Siamo primi, per esempio).
(il podcast, oltre che su Spreaker – il cui player trovate qui sul blog – lo potete ascoltare anche su Spotify, Audible, Apple Podcast, Google Podcast e tutte le principali piattaforme. Non lo trovate? Prendete appunti – non è difficile – : scrivete “Settore” o “interismo moderno” nell’apposito campo e per incanto vi apparirà. E’ la tecnologia, bellezza, e non possiamo farci niente)








